Che cosa vuol dire “turismo di prossimità” e perché questa è una carta vincente contro la crisi economica da Coronavirus? Le vacanze 2020 saranno all’insegna della (ri) scoperta della nostra Italia.


L’emergenza Covid-19 e la pandemia mondiale avranno notevoli ripercussioni sul nostro modo di viaggiare. Non è ancora chiaro quando e come potremo tornare ad esplorare il mondo, considerando che le riaperture delle frontiere dei vari Paesi avranno tempistiche differenti e, al momento, non vi è alcuna certezza su date o altro.

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Nessuno, ad oggi, può davvero prevedere quello che accadrà nei prossimi mesi. Andremo in vacanza? Torneremo a volare con tranquillità? Potremo viaggiare in Asia? In Africa?

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In questo momento di grande confusione per il settore turistico, il Governo italiano ha iniziato a delineare una Fase 2 a tappe che prevede la libera circolazione all’interno della regione di appartenenza e, dopo il 3 giugno, all’interno e oltre i confini nazionali, seppur con la limitazione di quelli dell’Unione Europea e dell’area Shengen.

Cosa vuol dire questo? Vuol dire che, almeno per questa prima fase, l’unico turismo che i viaggiatori potranno sostenere con tranquillità è quello chiamato “turismo di prossimità”.

CHE COS’E’ IL TURISMO DI PROSSIMITA’

Lo dice la parola stessa: il “turismo di prossimità” è quel tipo di turismo che mira alla (ri) scoperta dei luoghi più prossimi, degli scorci che si trovano a pochi chilometri da casa, di quei posti che, proprio perché eccessivamente vicini e quotidiani, non abbiamo mai considerato di guardare con gli occhi di un visitatore.

Il turismo di prossimità è una forma di turismo diversa a cui, forse, non siamo tanto abituati. La globalizzazione, i prezzi sempre minori dei voli, la possibilità di arrivare all’altro capo del mondo in poche ore, hanno fatto sì che il nostro viaggiare si conformasse “a misura di globo”. Eppure non è sempre stato così. Tra gli anni ’50 e ’60, ad esempio, il turismo di prossimità era molto in voga nella nostra Italia, in particolar modo tra quelle famiglie che non potevano permettersi viaggi lontani ed esosi.

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La pandemia del 2020 segnerà un solco profondo nelle nostre vite e, di conseguenza, anche nel nostro modo di viaggiare. In questi mesi sentiremo spesso parlare di turismo di prossimità. Io credo che sia davvero un bene, e adesso vi spiego perché.

PERCHE’ IL TURISMO DI PROSSIMITA’ E’ UN BENE

Tra i settori più colpiti dall’emergenza Covid-19, quello del turismo è di certo tra i primi della lista. Se considerate che il settore turistico vale da solo il 13% del PIL nazionale e rappresenta più del 6% degli occupati, capite bene che la crisi del turismo italiano vuol dire la crisi di migliaia e migliaia di famiglie.

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Per le aziende italiane che operano nel campo turistico ripartire sarà difficilissimo e, proprio per questo, siamo tutti chiamati a sostenerci a vicenda: il turismo di prossimità rappresenta una ricetta vincente che val la pena sperimentare. Per sostenere questa ricetta il Governo ha già approntato un Bonus Vacanza che permetterà agli italiani di usufruire di sconti e detrazioni fiscali per soggiorni in strutture ricettive che ricadono sul territorio nazionale…. ma siamo noi, prima di tutto, a dover capire quanto importante sia oggi il turismo di prossimità e che cosa può regalarci lo scoprire, e riscoprire, luoghi vicino casa.

Turismo di prossimità

Gran Cratere di Vulcano

(RI) SCOPRIAMO LE BELLEZZE DELLA NOSTRA ITALIA

Non è un caso che la nostra Italia sia conosciuta, a livello mondiale, come il Belpaese. Viviamo in una terra ricca di storia, arte, cultura, natura e delizie enogastronomiche senza eguali. Se una cosa abbiamo imparato da questa pandemia, è che non possiamo mai dare nulla di scontato.

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“Turismo di prossimità” vuol dire esattamente questo: non dare per scontato le bellezze che si trovano dietro casa, a due passi da noi, in quegli stessi luoghi che abbiamo visto scorrere davanti ai nostri occhi migliaia di volte ma che, per abitudine, non ci siamo mai fermati ad osservare. E’ il momento giusto per farlo, per noi e per la nostra bella terra.

Veronica Crocitti