Cronache dal Giappone è il racconto di viaggio di una surreale ed entusiasmante avventura nella terra dei Samurai. [Capitolo 1]


E’ sempre stato lì, questo viaggio in Giappone, sull’orizzonte dei miei sogni più vivi, una stella luminosa che nasceva ad ogni alba dei miei desideri. Mi osservava, da una vita, e in realtà non sarebbe neanche corretto scrivere che non ci fossi mai stata, in questa estrema terra orientale. Ci mettevo piede ogni qual volta un samurai faceva capolino in una sala cinematografica, ne assaporavo l’estro bizzarro ogni volta che un Pokémon invadeva il piccolo schermo della tv in cucina, ne gustavo la dolcezza nel viso candido della geisha che si materializzava tra le pagine di Murakami.

Cronache dal Giappone - Racconto di viaggio

Era sempre stato questo, per me, il Giappone. Un’idea, la storia di un popolo che si era chiuso per millenni al mondo intero, il pensiero di abili ninja che si intrufolavano nei castelli e uccidevano nemici senza che questi se ne accorgessero, un giardino zen così perfetto da regalare estasi solo a guardarlo, un anziano filosofo che, con la contemplazione, riusciva a lievitare da terra, magico e sublime.

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Lo immaginavo così, il mio viaggio in Giappone, in quello Stato che aveva sempre sfidato il mondo e che, a un certo punto, ne aveva subito la peggior distruzione possibile. Due bombe atomiche, due città rase al suolo, milioni e milioni di morti in un sol battito d’ali. Volevo, anzi, dovevo conoscere l’anima di questo popolo dalle mille sfaccettature, capire dove la fantasia superasse la realtà e dove, invece, la realtà confermasse la leggenda.

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Mi capitava spesso di guardare in televisione quella metropoli infinita che era Tokyo, di sentir dire “è il centro del mondo”, di leggere che in un certo punto, in un incrocio chiamato Shibuya Crossing, avveniva un qualcosa di magico. Quando all’università studiavo la storia del novecento, mi domandavo come uno Stato completamente devastato dalla II Guerra Mondiale potesse oggi primeggiare in tecnologia, organizzazione, economia. Quante volte avevo sentito dire “qualsiasi cosa esiste, i giapponesi ne hanno fatta una tarocca e identica” oppure “se questa strada fosse crollata in Giappone, nell’arco di un giorno sarebbe stata ricostruita”. Quante volte le inchieste giornalistiche nostrane avevano messo in luce la differenza sostanziale tra la lentezza italiana e la celerità giapponese, tra le strutture antisismiche, la risoluzione dei problemi, la capacità di affrontare situazioni di emergenza ed anche catastrofi.

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Castello Osaka – Giappone

In un’afosa serata di fine agosto realizzai che era giunto il momento di organizzare un viaggio in Giappone. Fu un attimo. Aprii il cassetto e tirai fuori il sogno giapponese. Tutto il resto divenne storia. [To be continued…]

Veronica Crocitti