La storia Romana è un argomento che spesso lasciamo sui banchi di scuola, e che pensiamo confinato tra le pagine dei libri, nelle sale dei musei o tra le macerie di qualche rovina solitaria. Poi succede di girare il mondo e di ritrovare, più o meno volontariamente, vestigia d’insediamenti Romani in luoghi assolutamente inaspettati: come ad esempio le Terme di Bath, incastonate nel centro di una città costruita in britannicissimo stile Georgiano. In questi casi, anche se la storia non ci ha mai attirato più di tanto, è inevitabile rimanere affascinati dal contrasto temporale e architettonico che ci troviamo davanti, così com’è altrettanto inevitabile che tale contrasto risvegli la nostra curiosità. Sicuramente questo è quello che vi capiterebbe visitando Veleia Romana, meraviglioso e ancora poco conosciuto sito archeologico situato sui Colli Piacentini, che merita a pieno titolo il soprannome di “Pompei del Nord”.

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Veleia sorge nella valle del Chero, in provincia di Piacenza, a circa 35 km dal capoluogo. Venne fondata nel 158 a. C. e prese il nome dai Veleiates, una tribù Ligure che abitava la zona e che come tante altre popolazioni venne sottomessa dai Romani. Durante il periodo imperiale questa città era un centro molto sviluppato e di grande importanza per il dominio dell’Italia settentrionale. La sua riscoperta risale al XVIII secolo, quando alcuni reperti vennero casualmente ritrovati nel terreno, a cominciare dalla famosa Tabula Alimentaria Traiana (che oggi è conservata a Parma). Gli scavi per disseppellire il sito iniziarono nel 1760 e  furono ordinati dal Duca Filippo di Borbone; e vent’anni dopo le rovine saranno visitate anche dal celebre scienziato Alessandro Volta. Dagli anni ’60 del XX secolo le rovine sono sotto la tutela statale. Questa è la lunga storia di Veleia Romana sommariamente riassunta in poche righe. Per approfondirla basta visitare il museo annesso al sito archeologico, piccolo ma straordinariamente ricco di notizie su questa antica città e sulle usanze dei suoi abitanti.

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COSA VEDERE A VELEIA ROMANA

Come accennavo all’inizio, la cosa che all’inizio mi ha colpito maggiormente di Veleia Romana è il grande contrasto con la sua collocazione geografica. Nel nostro immaginario, quando pensiamo a rovine Romane istintivamente le colleghiamo alla capitale italiana, oppure a zone principalmente poste nel sud della penisola (come appunto Pompei, forse il simbolo per eccellenza in questo settore archeologico). Vedere una città Romana nascosta tra le alture dei Colli Piacentini è stata per me una cosa sorprendente, anche se so benissimo che i Romani sono stati quasi dappertutto e ho visitato diversi loro insediamenti sia in Italia che all’estero. Ma il bello dei viaggi è proprio stupirsi ogni volta di quello che si vede.

Veleia Romana - Piacenza

E stupore è esattamente quello che si prova quando si arriva sul posto. Superato il cancello d’ingresso, s’imbocca un sentiero che scende tra rovine di abitazioni da una parte e i resti delle terme cittadine dall’altra, con le rispettive piante e pavimentazioni tutte ben evidenti. Qui, come nel resto del sito, l’accesso agli edifici è libero (tranne qualche zona particolarmente delicata) ed è proprio il caso di dire che vi è concesso di camminare letteralmente nella storia. In questa zona si trova il museo, che vi consiglio di visitare subito: infatti al suo interno, oltre a interessanti e preziosi reperti, troverete le descrizioni dettagliate delle varie parti dell’insediamento, che vi saranno da guida nella vostra esplorazione.

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Veleia Romana - Piacenza

Una volta usciti dal museo dirigetevi verso il Foro, il punto focale della vita quotidiana nelle città Romane. Il Foro di Veleia è veramente spettacolare: la grande piazza centrale è molto ben conservata e costellata di colonne, lapidi commemorative e plinti di monumenti. Questo spazio è adiacente alle rovine delle tabernae, i negozi dell’epoca, mentre lungo il suo perimetro si trovano ancora un paio da tavole in pietra dotate di panche, dove si sedevano i clienti dei vari esercizi. Dalla parte opposta, protette da tettoie, si possono vedere invece le pavimentazioni della Basilica. Prendete il vostro tempo per passeggiare in silenzio in questo luogo, cercando d’immaginarlo nel periodo del suo massimo splendore, quando era pieno di gente che concludeva i suoi affari, assisteva a una causa, oppure beveva semplicemente un calice di vino piacentino (che all’epoca era già famoso per la sua qualità). Vi assicuro che l’emozione è davvero fortissima: Veleia Romana è un sito archeologico incredibilmente bello e affascinante, e c’è da rimanere meravigliati che ancora non sia così famoso come merita.

Un ulteriore suggerimento che mi sento di darvi è di visitare Veleia durante la bella stagione, quando le rovine sono immerse nel verde, particolare che le rende ancora più suggestive. E prima di andarvene non dimenticate di dare un’occhiata anche alla vicina chiesa di Sant’Antonino, risalente al XVI secolo e dedicata al martire patrono di Piacenza (che era egli stesso un legionario Romano).

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Veleia Romana - Piacenza

COME ARRIVARE

Per raggiungere Veleia Romana si esce a Fiorenzuola d’Arda, lungo l’autostrada A4. Da Carpaneto Piacentino la SP 14 vi porterà verso la vostra meta, attraversando l’affascinante paesaggio dei Colli Piacentini e incrociando solitari paesi posti lungo strade poco frequentate. Se non siete pratici della zona è meglio impostare il navigatore e fare molta attenzione ai cartelli stradali. Il biglietto d’entrata costa 2,00 € (sì, due euro, avete letto bene) che si pagano direttamente al custode una volta arrivati sul posto. Il sito archeologico è aperto tutti i giorni, tranne che a Natale e a Capodanno. Gli orari d’apertura sono i seguenti: 01 dicembre – 15 marzo dalle 09:00 alle 15:00, il resto dell’anno dalle 09:00 a un’ora prima del tramonto.

Gianluca Vecchi