Se avete deciso che la meta del vostro prossimo viaggio sarà l’Andalusia, tenete bene a mente che esistono dei periodi dell’anno in cui questa terra stupenda riesce davvero a dare il meglio di sé. La Settimana Santa, e in generale il periodo pasquale, rappresentano di certo alcuni di questi momenti. La Spagna, si sa, è un Paese estremamente cattolico e religioso, nonostante gli stessi spagnoli sostengano che si tratti di “apparenza”. Nella zona dell’Andalusia, in particolare, questa religiosità assume tratti talmente folkloristici che un turista qualsiasi non può che rimaner meravigliato dinnanzi a processioni, abbigliamenti particolari, riti pittoreschi.

Basti solo pensare che la Settimana Santa di Siviglia è il più importante avvenimento dell’anno in tutta la Spagna del Sud e, periodicamente, accoglie migliaia e migliaia di visitatori e curiosi. Le celebrazioni iniziano il giorno della domenica delle Palme e si concludono nel giorno di Pasqua. Vengono coinvolte più di sessanta confraternite e, il clou del clou, si vive in corrispondenza del giovedì e del venerdì Santo. Non stupitevi se, di giorno, vi sembrerà che la città dorma, con le strade solitarie, le botteghe semi-chiuse, i locali vuoti.

Non stupitevi neanche se, un po’ ovunque, troverete donne e ragazze vestite di nero, con copricapi in pizzo particolarissimi: è il classico abbigliamento del lutto delle vedove. Durante la Settimana Santa, tutte loro vestono a lutto per piangere la morte di Cristo. Si tratta comunque di una tradizione più folkloristica che altro, tanto che ognuna di loro sarà sempre disposta a farsi una foto qualora lo vogliate, anzi, saranno loro stesse a proporsi per farsi immortalare.

LA MADRUGADA. La vera “passione”, a Siviglia, comincia comunque nella notte del giovedì Santo e termina nelle prime ore del venerdì. Si chiama “La Madrugada”. A partire dalla mezzanotte, le confraternite iniziano ad uscire dalle proprie Chiese, in ordine di anzianità. Gli abitanti di Siviglia sfilano con in testa il capirote, il caratteristico copricapo a punta, e tutto sembra diventare magico. Alcuni di loro portano in mano ceri, altri croci, altri ancora delle spade. Tutte le confraternite fanno poi stazione di penitenza in Cattedrale e, all’alba del venerdì, processano davanti Ponzio Pilato, la Flagellazione e l’incoronazione di spine, la condanna a morte di Gesù e la salita verso il Golgota.  Sono momenti di intensa emozione, quasi impossibili da descrivere in poche righe. Alcune confraternite sono più antiche di altre, e per questo la loro “uscita” è la più attesa, come ad esempio quella della Macarena.

Le processioni terminano all’alba di venerdì e, per tutta la giornata, sembra che Siviglia sia avvolta dal silenzio. Contestualmente, a Cordoba (non lontano da Siviglia, che potrete raggiungere anche con un’escursione in giornata), va in “scena” un’altra processione bella e caratteristica. Centinaia e centinaia di abitanti sfilano per le stradine della vecchia città, annunciando con una marcia funebre la morte del Signore.

Il Sabato Santo è un altro giorno di silenzio e le varie confraternite percorrono l’itinerario inverso rispetto a quello della Madrugada, ovvero dalla Cattedrale verso Plaza de La Campana. Sono ore di attesa…. La domenica è infine un’esplosione di gioia. La Hermandad de La Resurrección è l’unica e ultima confraternita non dolorosa che chiude ufficialmente i riti della Semana Santa.

Veronica Crocitti

#InViaggioConVeronica