C’è un bellissimo verbo russo di cui faccio fatica a trovare la traduzione in italiano: è дождаться (dozhdatsa). Il verbo ждать (zhdat’) significa aspettare, il prefisso до (do) ha il significato di fare qualcosa fino alla fine, portarla a termine. Ad esempio: “как доехать до метро” (kak doechat’ do metro) come si arriva fino alla metro; “я дочитала роман” (ja dočitala roman), ho letto il romanzo fino alla fine; “ты меня достала” (ty menja dostala), ne ho fin troppo di te. My dozhdalis’. In una sola parola tutta l’euforia del momento in cui quello per cui si è tanto aspettato è finalmente realtà, della conferma che la sofferenza (perché aspettare è sempre soffrire) non è stata invano. Tutto questo preambolo per dire una cosa semplice: a Mosca è arrivata la primavera. O almeno sembra. E con la temperatura stabile a 24 gradi non è solo il cielo ad essersi schiarito ma anche i volti delle persone, che improvvisamente si riversano sulle strade come un fiume in piena.

Così accade che oggi, dal ponte che conduce a Gorky Park, il parco principale di Mosca, si potevano vedere due fiumi opposti e perpendicolari intersecarsi tra loro: la Moskva, placida sotto i raggi del sole; e al di sopra, a incresparsi in pieghe disordinate quello delle persone che si dirigevano al parco. Hanno avuto tutti la mia stessa idea, ho pensato un po’ egocentricamente. Ma ne ho capito il perché non appena sono scesa e mi sono unita a quella marea colorata. Gente distesa nell’erba, panche di legno per prendere il sole in fronte al fiume, bar e chioschi di gelato, bambini e cani che scorrazzano felici di qua e di là, addirittura si affittano biciclette, pattini e monopattini. Mentre passeggi nel lungofiume godendoti la carezza del sole il passo acquista un ritmo più rilassato e ti ritrovi, così come tutti gli altri, a sorridere senza motivo. I fiori iniziano a sbocciare, le fontane sono in funzione; al di là del ponte panoramico coperto da pannelli in vetro, in uno spiazzo al livello del fiume, coppie di russi ballano la samba e la bachata al calar del sole. L’aria profuma di felicità e shasliki.

Come se non bastasse, al centro del parco c’è il museo di arte contemporanea Garage, in cui ancora per pochi giorni, fino al 14 maggio, è possibile attendere alla triennale di arte contemporanea russa. Sessantotto artisti provenienti da trentasette città russe espongono qui le proprie opere, organizzate in 7 sezioni: maestri-figure; arte dell’azione; fedeltà al luogo; mitologie degli autori; lingua comune; storie dell’arte locale e morfologia delle strade.

L’ingresso costa 400 rubli, 200 per gli studenti. Nascosto tra gli archi del portale di ingresso al parco si trova ancora un altro museo, dal quale si ha anche una splendida vista dall’alto sul parco sottostante. La ciliegina sulla torta: il cinema all’aperto, che per inaugurare l’apertura della stagione, il 1 maggio proietterà il film del regista russo Kasatkin Три дня до весны (tre giorni alla primavera), ingresso libero. E mentre il sole si abbassa, specchiandosi, sui grattacieli della city e qua e là come fiori colorati le gonne delle ragazze si muovono al vento, è proprio il caso di dirlo: мы дождались.

Vanessa Montesi