Dove si svolge, cos’è e quali sono le tradizionali discipline del Naadam, l’annuale e attesissimo festival della Mongolia.


Il Naadam è una festività tradizionale della Mongolia che va in scena a Ulaanbataar, la Capitale, durante le vacanze di mezza estate, dall’11 al 12 luglio (anniversario della Rivoluzione Mongola del 1921). Si tratta della seconda Olimpiade più antica del mondo, le cui radici risalgono a circa 3000 anni fa.

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IL FESTIVAL DI NAADAM

Originariamente il festival di Naadam si svolgeva nella piazza centrale della Capitale della Mongolia, Suhe Baatar, e prevedeva una sfilata militare con una coreografia multicolore di lavoratori, studenti e cittadini, con bandiere, stendardi e abiti tradizionali. Nel 1992 fu però sospesa ed essa ebbe alcune modifiche.

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Oggi il Naadam rappresenta l’occasione per rievocare le gesta di Gengis Khan, orgoglio della Mongolia, e dal 1921 costituisce l’anniversario della Rivoluzione. In questi due giorni di sfilate e colori, vengono praticate la lotta libera tradizionale mongola (il Khapsagay), la corsa ippica e il tiro con l’arco, sia a piedi che a cavallo.

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LA LOTTA TRA TITANI

Il culmine dei due giorni del festival di Naadam, nel cuore della Mongolia, si raggiunge nelle gare di una lotta molto simile all’occidentale wrestling, in cui cinquecento uomini si battono per conquistare il titolo di Leone della Mongolia. E’ un tipo di lotta molto cruenta, senza regole tradizionali, con combattimenti lenti ad eliminazione diretta. Se un vincitore riesce ad aggiudicarsi almeno due titoli nazionali, viene acclamato come Titano.

In tutto il territorio della Mongolia si svolgono diversi festival di Naadam ma il più grande ed il più importante resta di certo quello di Ulaanbaaatar. Per assistervi conviene prenotare i biglietti con grande anticipo, poiché il “sold out” è frequentissimo. Per gli appassionati di fotografia c’è anche la possibilità di scattare da vicino tutti gli eventi, basta farsi rilasciare un permesso speciale (a pagamento).

P.S. Soltanto di recente è stato consentito l’accesso alle donne che oggi possono partecipare al festival di Naadam col tiro con l’arco e con le gare ippiche, ma non alla lotta libera.

[Tutte le foto sono di Simone Piccini]