Con una superficie di oltre 31 mila chilometri, il lago Bajkal è una delle distese d’acqua dolce più grandi al mondo. Sotto la tutela dell’Unesco dal 1996, esso fa parte della lista delle cosiddette “Sette meraviglie della Russia” e si trova, incastonato, tra i territori dell’Oblast’ di Irkutsk e della repubblica di Buriazia, nella Siberia meridionale.

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Non sono tanti i turisti che, solitamente, si addentrano in questa zona russa così estrema dove, a farla da padrone, vi è un clima rigido caratterizzato da grandi escursioni termiche. Nei periodi invernali, il lago Bajkal si copre di ghiaccio mentre, a partire da maggio, esso si scioglie divenendo di un colore quasi spettrale.

La temperatura estiva del lago Bajkal è di circa 14 gradi e, ogni tanto, capita che qualche avventuriero decida di addentrarsi nelle sue acque. Bisogna sempre fare attenzione poiché queste zone sono interessate da venti fortissimi, i sarma, che arrivano a sfiorare i 150 km/h.

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Le popolazioni che vivono sulle sponde del lago sono i Buriati, discendenti diretti dell’antico popolo nomade dei mongoli. La leggenda vuole che la madre di Gengis Khan fosse nata proprio nel villaggio di Barguzin, sulla riva orientale.

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Al centro delle acque sorge l’isola di Olkhon, anch’essa legata all’insediamento dei Buriati. E’ qui che si trova Capo Burchan (мыс Бурхан), anche chiamato la “roccia dello sciamano“. Si tratta di una scogliera alta 42 metri considerata un luogo sacro sia per lo sciamanesimo che per i lamaismo. I monaci buddisti credevano che, all’interno della grotta, vivesse una divinità mongola e usavano recarsi qui in pellegrinaggio. Ai piedi della roccia sono rimasti un disegno e una scritta in sanscrito…. il cui significato è ancora un mistero.

Tutte le foto sono di Simone Piccini.