Come è cambiato il lavoro per gli italiani che vivono in Inghilterra dopo la Brexit? Le interviste della rubrica “Italiani all’Estero”.


La rubrica “Italiani all’Estero”, questa settimana, è approdata in Inghilterra: tra Erasmus, caro vita e humor britannico, scopriamo come vivono i giovani “emigrati” e se, dopo la Brexit, è cambiato qualcosa per loro.

Francesco D’Argento: il lavoro in Inghilterra

Ho 29 anni, vengo da Racale, un paesino vicino Gallipoli in provincia di Lecce.  Ho studiato al Liceo Classico di Gallipoli e conseguito una laurea magistrale in Giurisprudenza a Lecce. Pochi mesi dopo la laurea mi sono trasferito a Brighton, in Inghilterra, per acquisire una buona padronanza della lingua inglese per poi ritornare in Italia. Sono trascorsi 3 anni e sono ancora qui. Si tratta della mia seconda esperienza prolungata all’estero, la prima l’ho vissuta in Spagna, a Madrid, per il progetto Erasmus.  Lavoro in Inghilterra da 2 anni come responsabile del reparto amministrativo ed immobiliare di un’agenzia che organizza corsi di lingua e viaggi studio in UK per studenti e professionisti internazionali.

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Vita, lavoro e stipendi degli italiani in Inghilterra

Grazie a questo lavoro in Inghilterra, ho uno stipendio che mi dà la possibilità di vivere in maniera comoda e che mi permette di viaggiare diverse volte l’anno, cosa che purtroppo molti miei amici in Italia (ma non tutti) non riescono a fare. L’Inghilterra è un Paese caro e le tasse che si pagano sono tante, la differenza con l’Italia è che qui io e tanti altri “italiani in Inghilterra” siamo felicissimi di pagarle poiché riceviamo in cambio servizi pubblici efficientissimi (trasporti, sanità, previdenza sociale, servizi postali e tanto altro). Le condizioni lavorative che mi sono state offerte mi hanno ‘impedito’ il rientro in Italia, ma senza troppo dispiacere. La serietà delle istituzioni, l’efficienza dei servizi e la qualità degli ambienti lavorativi con cui ho avuto a che fare mi hanno portato ad accettare il fatto di essere lontano dalla mia amata, ma purtroppo sregolata, patria. E’ vero, ci sono persone di successo che trovano ottimi lavori anche in Italia e magari con un po’ di pazienza in più avrei trovato qualcosa anche io; tuttavia ho preferito dare priorità all’affidabilità e funzionalità della grigia Inghilterra piuttosto che alla bellezza e al sole della mal funzionante e corrotta Italia. Nelle mie parole non c’è ironia ma solo cosciente rassegnazione ed è per questo che vedo il mio futuro all’estero e non in Italia, che porterò comunque sempre nel cuore e che continuerò a visitare ogni anno per poter rimanere in contatto con le cose che più mi mancano: la mia famiglia, i miei amici, il mio mare e la mia cucina.

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Francesca Prinzi, come vivono gli italiani in Inghilterra

Ho 35 anni e sono nata sul lago ma, in Italia, ho sempre vissuto a Milano Milano. Mi trovo a Manchester da un anno, anche se negli ultimi 10 ho fatto un’esperienza di 9 mesi a Londra e un anno di Erasmus a Cardiff. Adesso lavoro in Inghilterra, ma in passato ho studiato: oltre all’Erasmus a Cardiff, infatti, ho frequentato un master alla University of Manchester. Mi trovo molto bene qui, finalmente vivo la vita che ho sempre sognato in un Paese dove le cose, tra normali alti e bassi, funzionano e non ci sono continue eccezioni alle regole. Essendo di Milano Milano, per me questa città non è assolutamente cara, anzi! Posso permettermi molte cose che lì mi sognavo proprio perché in Italia, al contrario di qui, gli stipendi non sono affatto adeguati. Dopo la Brexit trovo molto più astio da parte degli stessi italiani in Inghilterra nei confronti degli inglesi, ahimè! A lamentarsi sono soprattutto quelle persone che si sono trasferite solo per motivi economici e non per un reale interesse verso questo Paese. Tutti gli inglesi che conosco e frequento, il mio ragazzo in primis, sono dispiaciuti quasi più di me per quello che è successo, ed onestamente questo mi fa stare molto bene. In UK mi sono sempre trovata molto meglio che in Italia, per cui non credo di tornare a casa a breve, diciamo che lo farei solo per questioni economiche visto che la Svizzera è molto vicina a Milano!

Veronica Crocitti