La Rubrica “Italiani all’Estero” mette radici nella città più potente del mondo: Washington. Enrica, giovane siciliana che vive e lavora in America da ormai più di 4 anni, ci racconta cosa vuol dire districarsi nel mondo delle Ambasciate, tra città a misura d’uomo e illusori “sogni americani”.

Trova tutte le offerte per alloggi a Washington

ENRICA DE PASQUALE. Ho 29 anni, sono originaria di Messina, laureata in Giurisprudenza e specializzata in Diritto Internazionale. Ormai da più di 4 anni vivo a Washington, DC, in America. Ho cominciato con un tirocinio ed attualmente lavoro per una organizzazione internazionale. Le mie esperienze fuori casa sono iniziate a 21 anni con l’Erasmus in Spagna; poi, dopo la laurea, Londra e Roma. Filo conduttore di tutte le “mie” città? L’acqua: il destino vuole che abbia sempre vissuto in città caratterizzate da fiumi importanti (Guadalquivir a Cordoba, Tamigi a Londra, Tevere a Roma e Potomac qui a DC). Per una siciliana della bellissima costa messinese è quanto più vicino possa accedere al mare.. E cerco di farmelo bastare!
Qui a Washington mi trovo bene, è una città particolare, anche se a volte la sensazione è quella vivere sotto una teca di cristallo: le cose negative del mondo non hanno alcun effetto qui; tutti progressisti, democratici, si vive in un ambiente estremamente multiculturale e tollerante.

Scopri Georgetown, il quartiere universitario e colorato di Washington

In generale non ho mai avuto il “sogno americano”, ma vivere qui mi piace: è una città a misura d’uomo, anche se si percepisce la sensazione di risiedere nel centro del potere mondiale. Quello a cui proprio non riesco ad abituarmi, nonostante gli anni, sono gli orari: non capisco, né ho intenzione di capire, come si possa fare Happy Hour alle 15 e cenare alle 18!

Cosa fare e vedere a Washington, la Capitale senza grattacieli

La vita è cara e non solo per quanto riguarda l’affitto o le spese in generale, ma per due cose che per un espatriato sono ugualmente importanti: assicurazione sanitaria (un furto!) e il biglietto aereo per tornare a casa almeno una volta l’anno.
Comunque sia, questa per me è un’esperienza con una scadenza: a 29 anni non voglio pensare di avere già trovato la città dove vivere il resto della mia vita e vorrei tornare, se non in Italia, almeno nella cara vecchia Europa. Perché casa manca, e tanto. E quello che mi manca dell’Italia, per non citare l’ovvio – ovvero casa mia e la mia famiglia e amici – è la sua atmosfera: gli interminabili caffè al bar, le chiacchiere con sconosciuti, i panorami, ma soprattutto il mio mare, i suoi colori e il suo profumo.

Veronica Crocitti