La rubrica “Italiani all’Estero” sbarca nell’Inghilterra post Brexit. Tra spaghetti sulla pizza e tipico “english way of life”, Irene Almici ci racconta com’è vivere in UK.

Irene AlmiciIRENE ALMICI. “Ho 29 anni e sono nata a Gravedona, vicino al lago di Como. Sono laureata in Scienze Politche, con un master di 1’ livello, e vivo in UK (Manchester) da 3 anni e mezzo. Tra le mie esperienze posso annoverare di certo Strasburgo, dove sono stata circa 2-3 mesi per lo stage del master, mentre adesso lavoro in amministrazione. Sono partita dall’Italia con l’intenzione di migliorare l’inglese e fare un’esperienza fuori porta, proprio perché nel nostro Paese non trovavo lavoro. Per un po’ sono stata au pair e poi mi sono poi data all’avventura, cercando più o meno lavoro (ora stabile) e spassandomela, adattandomi sempre più all’English way of life. Mi sono trovata a fare amicizie quasi solo fra gli autoctoni.

Ci sono stati momenti bui, ma in generale mi trovo bene, mi sento mediamente più affine alla mentalità inglese che italiana. Il mio futuro? Non saprei, tutto è sempre un divenire, non mi pongo limiti o obiettivi precisi, dipende da quello che la vita mi offrirà. La vita non è molto cara e gli stipendi sono abbastanza adeguati. Usanze strane? Ce ne sono tante! Ad esempio ringraziare l’autista del bus quando si scende oppure dire “you alright?” come saluto. Poi c’è l’abitudine di tenere sempre la porta aperta a chi arriva anche a distanza e ripetere “sorry e thanks” per tutto. Senza contare la parte culinaria, come ritrovarsi spaghetti e beans on toast e pollo sulla pizza.

Da quando c’è stata la Brexit non ho notato cambiamenti, almeno a livello di vita quotidiana. Non ho mai assistito a episodi di razzismo o simili. L’Inghilterra mi piace, anche se mi mancano le mie montagne e il lago, la mia famiglia e le piccole abitudini/tradizioni come raccogliere le castagne, il pranzo della domenica, la lazzaronaggine di casa… e anche un po’ di sobrietà mentale”.

Veronica Crocitti

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