L’unica strada, esile e bianca come un nastro, che congiunge il mondo di qua alla terra ferma e sicura, il ciuffo nero di case, l’isolotto alto di tufo, sospeso in mezzo al mare delle crete e degli abissali cavoni, sta per crollare”. Così Bonaventura Tecchi descriveva, nel 1967, la sua bella Civita di Bagnoregio.

Piccola frazione della provincia di Viterbo, Civita di Bagnoregio conta solo 11 abitanti, fa parte dei borghi più belli d’Italia e, ormai da anni, è conosciuta ai più come “La città che muore”.

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Situata tra il lago di Bolsena e la valle del Tevere, questa piccola frazione del comune di Bagnoregio si staglia nella valle dei calanchi, su un promontorio isolato raggiungibile solo attraverso un ponte pedonale.

PERCHE’ CIVITA DI BAGNOREGIO E’ LA CITTA’ CHE MUORE

Tutta la zona su cui si erge la piccola Civita di Bagnoregio è stata caratterizzata, nel corso degli anni, da fenomeni come frane, smottamenti ed erosioni. Il territorio della collina e della valle circostante è costituito da una parte più antica, di origine argillosa (soggetta all’erosione), e da una parte più “moderna” caratterizzata da materiale tufaceo e lavico.

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Nel corso degli anni tutte queste aree hanno iniziato a sfaldarsi a causa di terremoti, disboscamenti, agenti atmosferici e azione dei torrenti, dando vita alle tipiche forme dei “calanchi” e, al contempo, mettendo in pericolo la stessa sopravvivenza di Civita.

COSA VEDERE

L’unico accesso alla frazione di Civita di Bagnoregio è costituito da un ponte in cemento armato (costruito nel 1965 per sostituire l’originale) esclusivamente percorribile a piedi. Una volta attraversato il ponte, vi ritroverete dinanzi alla Porta Santa Maria, antico ingresso al borgo medievale. Si narra che siano stati gli Etruschi i primi a scavare nel tufo e a ricavare questo accesso poi riadattato con un arco gotico.

Camminando per i pittoreschi viottoli di Civita di Bagnoregio avrete l’impressione di esser stati catapultati in un tempo antico, dolce e romantico dove, a farla da padrone, sono balconi fioriti, archi, scalinate e abitazioni che sembrano finte.

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Al centro del borgo si staglia Piazza San Donato, con l’omonima Chiesa che custodisce le reliquie di San Ildebrando e il Museo geologico e delle frane. Poco lontano si trova la Casa di San Bonaventura, l’abitazione dove il Santo trascorse parte della sua giovinezza. La storia narra che il piccolo Giovanni Fidanza (San Bonaventura appunto) sia stato guarito miracolosamente per intercessione di San Francesco. A Bagnoregio è ancora possibile visitare la grotta dove si narra che la madre abbia deposto il figlio gravemente malato per affidarlo alle cure del Signore.

Proseguendo verso via Madonna della Maestà vedrete spuntare, a destra e sinistra, scorci bellissimi e piccole vie che si inoltrano verso l’esterno. Ognuna di esse conduce ad un punto panoramico degno di uno scatto (preferibilmente al tramonto!).

Il borgo sospeso di Civita termina con la Cappella della Madonna del Carcere, una grotta che, originariamente, era una tomba etrusca.

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COME ARRIVARE A CIVITA DI BAGNOREGIO

Civita è una frazione del comune di Bagnoregio che si trova nella provincia di Viterbo, nel Lazio. Per raggiungerla avrete a disposizione diverse opzioni:

  • Auto (certamente la soluzione più comoda): sia che veniate da Firenze sia che veniate da Roma, dovrete percorrere l’autostrada A1 e poi prendere l’uscita per Orvieto. Vi basterà poi seguire le indicazioni (circa 2 ore sia da Firenze che da Roma).
  • Treno: le stazioni più vicine sono Viterbo e Orvieto. Da lì dovrete prendere un autobus (linea Cotral) che vi porterà a Bagnoregio. In questo link troverete tutti gli orari degli autobus.

PREZZO DEL BIGLIETTO

Per accedere al piccolo borgo di Civita di Bagnoreggio dovrete acquistare un biglietto la cui tariffa è di 5 euro. Il ticket è acquistabile direttamente al botteghino che si trova all’inizio del ponte, oppure a quello sito al posteggio auto/pullman di Bagnoregio. In questo sito potrete consultare tutti i dettagli e procedere anche all’acquisto online.

Veronica Crocitti