La rubrica “Italiani all’Estero” oltrepassa l’Oceano Atlantico e sbarca nelle Isole Canarie. Scopriamo insieme a Filippo Cianciolo, emigrato di 42 anni, com’è vivere nell’arcipelago del sole, quanto è cara la vita e che tipi sono gli “autoctoni”.
FILIPPO CIANCIOLO. Ho 42 anni e sono nato a Como anche se sono cresciuto in Sicilia (i miei genitori sono siciliani) fino ai 15 anni. Poi sono rientrato a Como, per altri 12 anni, e infine mi sono trasferito in Abruzzo, dove ho vissuto 15 anni. Insomma, è difficile trovare un italiano più italiano di me!
Dallo scorso settembre mi trovo alle Canarie, e precisamente sull’isola di Gran Canaria Sud. Lavoro e gestisco una cooperativa sociale in Abruzzo che si occupa di servizi di assistenza domiciliare e ospedaliera ad anziani, ammalati e diversamente abili . Abbiamo pensato di aprire la stessa attività a Gran Canaria, ed eccomi qui insieme a mia moglie Joana.
Il motivo principale del trasferimento è stato il carico fiscale più basso rispetto al nostro Paese.  Ad esempio l’Igic qui è al 7 % e in alcune zone delle isole addirittura  al 0% . (Igic sarebbe simile alla nostra IVA attualmente al 22%).
Altro motivo? Cercavo una realtà diversa da quello che può attualmente offrire la nostra Italia,  un posto in cui il livello di sicurezza fosse alto , un posto dove poter vivere con un clima di tranquillità e libertà, oltre che con il sole tutto l’anno.
Mi sto trovando bene e la stesso posso dire di mia moglie ed i miei 2 figli, di 15 e 17 anni . L’Integrazione è positiva in quanto i Canari non creano problemi con gli stranieri, non vieni giudicato per il tipo di lavoro che fai o da dove vieni o come ti vesti. Qui non ho bisogno di vestirmi all’ultima moda per essere apprezzato! Anzi, sono in tenuta estiva per tutto l’anno.

Gran Canaria

In Italia rientro appena posso durante le festività o le ferie estive dei miei figli, e questo per poter stare insieme alla mia famiglia e a quella di mia moglie, oltre che ritrovare la mia figlia maggiore di 20 anni che invece ha preferito rimanere a casa per studiare. Ovviamente farò il possibile per far sì che il mio futuro e quello dei miei cari sia qui alle Canarie o, meglio ancora, sull’Isola di Gran Canaria. La vita è proporzionata agli stipendi, che sono più bassi rispetto a quelli del Nord Italia (quasi simili a quelli del Centro e del Sud). I prezzi? Posso affermare che l’acqua costa meno che da noi, l’elettricità meno della metà, il gas o metano sempre meno, oltre che non esistono riscaldamenti o caloriferi negli appartamenti del Sud delle Isole (per cui un risparmio notevole), la benzina costa il 40 % in meno, l’assicurazione dell’auto meno della metà, un passaggio di proprietà di un auto che in Italia paghiamo in € 800,00 circa , qui lo paghi meno di € 200,00 , poi i Notai e gli Avvocati costano molto meno che da noi. Ma gli esempi potrebbero essere infiniti.
Per quanto riguarda gli stipendi, vanno dai € 600,00 mensili ai € 1200,00 mensili, anche se spesso gli orari di lavoro superano quelli consentiti per legge o dai CCNL.  I Canari non sono grandi lavoratori però sono fieri, cordiali e molto rilassati. Hanno tempi di lavoro e burocratici molto lunghi e complicati, ma alla fine con un po’ di pazienza si ottiene ciò che è possibile ottenere. Se gli chiedi di andare un po’ più veloci ti rispondono che alle Canarie si lavora il giusto necessario per vivere il più rilassato possibile. Usanze particolari? I saluti! Anche se non ti conoscono o non ti hanno mai visto prima, se ti vedono passare ti salutano ugualmente tutti, o con un semplice Hola o con Buenos dias.  Sicuramente dell’Italia mi manca  la mia famiglia, i miei parenti, i miei nipoti e alcuni amici e conoscenti. Ma, per il resto, io non ritornerei mai più nel bel paese chiamato Italia.
Veronica Crocitti