Dalla leggenda delle Teste di Moro alle splendide maioliche che ornano la Scalinata di Santa Maria del Monte: la storia di Caltagirone e le sue ceramiche.


Si narra che siano stati gli arabi, nel lontanissimo 800, a diffondere in Sicilia la magnifica arte della ceramica. E si narra anche che la bella Caltagirone, perla catanese, sia stata la culla dei più esperti ceramisti dell’epoca.

Incastonata nel cuore della Trinacria, Caltagirone è stata per secoli un punto prediletto per tutte le popolazioni che controllarono e dominarono la Sicilia. Dai bizantini agli arabi, dai genovesi ai normanni, tutti, in un modo o nell’altro, lasciarono la loro impronta a Caltagirone contribuendo a farla divenire la Città della Ceramica.

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BUONGIORNO CERAMICA A CALTAGIRONE

Ho avuto modo di visitare Caltagirone in occasione di Buongiorno Ceramica, l’annuale evento promosso dall’AiCC (Associazione Italiana Città della Ceramica) con l’obiettivo di valorizzare la ceramica artistica ed artigianale del nostro Paese. Quest’anno, alla quinta edizione, hanno partecipato ben 40 città italiane… e Caltagirone, in provincia di Catania, era proprio una di queste!

Dai laboratori a cielo aperto alle antiche fornaci, dalla visita ai musei all’apertura straordinaria di mostre e botteghe… per due giorni consecutivi la ceramica di Caltagirone è stata la protagonista indiscussa di una festa che è riuscita a coinvolgere grandi, piccini, calatini e forestieri.

Grazie a “Buongiorno Ceramica” ho potuto provare l’ebrezza di sperimentare io stessa, con le mie manine, questa elaborata arte. Seduta su uno sgabello della bottega “Sammartino e Delfino – Ceramiche Artistiche di Caltagirone” ho decorato con una V (di Veronica) un pezzo bianchissimo di ceramica e, per qualche istante, mi sono davvero sentita una piccola artista.

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COSA FARE E VEDERE A CALTAGIRONE

Il centro storico di Caltagirone ruota attorno alla celebre Scalinata di Santa Maria del Monte. Lunga oltre 130 metri, con ben 142 gradini, questa scalinata venne costruita nel 1606 per collegare le due parti, nuova e antica, della città. La sua particolarità consiste nel fatto che, in ogni alzata dei gradini, si trovano mattonelle di ceramica policroma decorate con motivi isolani… tutte diverse!

Ai piedi della Scalinata si estende il centro storico, con la Piazza Municipio su cui si affacciano il Municipio, la Galleria Luigi Sturzo e, alle spalle, la Cattedrale di San Giuliano. Proseguendo lungo la via Roma troverete altre attrazioni caratteristiche come il Palazzo Libertini di San Marco, il Museo civico al Carcere borbonico “Luigi Sturzo” e il Ponte San Francesco.

In cima alla Scalinata, invece, si staglia la Parrocchia Maria SS del Monte con accanto il Quartiere Sant’Agostino e, non lontani, il Museo del Presepe Tradizionale e la Casa Museo Sturzo.

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L’ultima zona da non perdere è quella che si estende lungo Corso Vittorio Emanuele e che ha il suo apice nel Quartiere San Giacomo. E’ qui, tra le vie Carcere e Lo Giudice, che potrete trovare le antiche fornaci delle ceramiche di Caltagirone.

Curiosità! Durante il mese di maggio, la Scalinata di Santa Maria del Monte viene decorata con l’infiorata.

I SIMBOLI DELLA CERAMICA DI CALTAGIRONE

Tra i più celebri simboli della ceramiche di Caltagirone spiccano, senza dubbio, le teste di moro e le pigne. Ma da dove deriva la loro fama? E qual è la loro storia?

TESTA DI MORO: BELLEZZA E LEGGENDA

Le origini delle celebri teste di moro di Caltagirone risalgono ad una leggenda ambientata intorno al 1100, nel periodo in cui i Mori dominarono in Sicilia. Si narra che uno dei conquistatori, passeggiando nel quartiere arabo Al Hàlisah (Kalsa) di Palermo, abbia notato una giovane che soleva occuparsi delle piante del suo balcone e se ne sia perdutamente innamorato. Tra i due fu subito passione e, per qualche tempo, sembrò che le cose potessero davvero prosperare.

Testa di Moro leggenda Caltagirone

Ma ben presto arrivò il giorno in cui, sopraffatto dai rimorsi, il giovane decise di rivelare all’amata tutta la verità: in Oriente aveva già una moglie e dei figli che lo aspettavano. Colpita da un’accecante gelosia, la giovane siciliana mise allora a punto la sua vendetta. Una notte, dopo aver aspettato che l’uomo si addormentasse, gli tagliò la testa.

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La “testa di Moro” venne esposta in balcone come un vaso e, al suo interno, la giovane vi pose un seme di basilico. La piantina iniziò a germogliare, crescendo sempre più rigogliosa. Gli abitanti del quartiere, rosi dall’invidia, iniziarono allora a farsi costruire vasi di terracotta per i loro balconi…. rigorosamente a forma di Testa di Moro!

PIGNA: FORTUNA E SALUTE

Simbolo di forza, immortalità e divinità, la pigna adorna le porte, i balconi e i cancelli di ingresso di tantissime abitazioni siciliane. La leggenda vuole che il frutto del pino sia un augurio di fortuna e di buona salute.

Il ceramista forgia la calotta a partire dal tornio e poi, ad una ad una, modella le brattee che vanno ad assumere un aspetto armonioso e perfetto. La cottura a smalto effettuata con i colori classici come l’avorio, il verde ramina e il bianco, completa l’opera d’arte.

Veronica Crocitti