Siete ormai a Mosca da un po’, avete visitato il Cremlino, fotografato la Piazza Rossa, vi siete persi all’interno della galleria Tretyakovskyi e provato il cibo russo. Magari avete anche provato l’ebbrezza della banja russa o visto le splendide mostre fotografiche. Insomma, avete spuntato tutte le voci della vostra “to do list”. Ma avete davvero visto Mosca? Certo, tutte le cose che ho elencato sopra fanno fatte e valgono davvero la pena. Se i classici sono classici un motivo ci sarà. Ma Mosca è molto più che la cartolina con la chiesa di San Basilio e i musei “istituzioni”. È una città incredibilmente viva e in continuo sviluppo. E se c’è una cosa che i moscoviti apprezzano è l’arte, che trova spazi nuovi e nuove forme in siti inaspettati, come quelli offerti da vecchie fabbriche in disuso.

Riadattati e modellati dalle mani di abili designers e compagnie che si occupano di sviluppo del territorio questi luoghi, come fossero fenici, questi posti rinascono dalle loro ceneri e si trasformano in nuovi centri culturali e sociali, paradiso degli hipster di tutte le nazionalità.

L’ArtPlay rappresenta di certo uno dei maggiori esempi. Esteso in un territorio di oltre 75000 mq, la rinascita di questo quartiere inizia nel 2008 quando la compagnia ArtPlay vi si trasferisce e dà nuova vita ai locali che precedentemente ospitavano una fabbrica. Dalle fermate della metro Kurskaya (linea blu e marrone) e čkalovskaya (linea verde chiaro) sono circa una quindicina di minuti a piedi. Vale la pena visitare questo posto solamente per l’architettura insolita, i graffiti e l’atmosfera giovane e rilassata che si percepisce, in contrasto con il profilo serio degli edifici e l’aria indaffarata della gente che si incontra nel resto di Mosca.

All’interno del territorio trovano posto alcune delle migliori scuole, come la British Higher School of Art and Design, le scuole di cinema e cinema moderno di Mosca, la Screem school di computer grafica, la scuola di architettura MARSH e la business school RMA.

Ma se questo non bastasse, ci sono mille altre ragioni per venire a dare un occhio a questa zona. Ad esempio, la mostra multimediale “Grandi Modernisti. Da Monet a Malevich”, un vero viaggio multimediale nel mondo dell’arte moderna organizzata in occasione del centenario dalla morte di Degas, i cui lavori sono inclusi nella mostra insieme a quelli di Gauguin, Klimt, Modigliani, Van Gogh, Kandinsky, per un totale di oltre 5000 quadri. Inaugurata il 18 marzo, la mostra andrà avanti fino al 20 agosto, ospitando (gratuitamente!) ogni giovedì alle 19:30 interventi e letture su artisti, poesia, teatro e letteratura degli anni del modernismo, tenuti da vari professori. Così, per i 430/630 rubli del biglietto si può assistere a lezioni sull’acmeismo russo e la poesia in Europa, sul teatro nel periodo del modernismo o sulla letteratura femminile russa di questo periodo.

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L’Art Play offre anche decine di locali in cui rilassarsi davanti a una birra o riempirsi lo stomaco. Tra questi un caffè vegano, un paio di pub in stile inglese e un ristorante in cui servono un bell’aperitivo con grenki e focaccia al pomodoro. Questo grande magazzino ospita anche degli originali negozi indipendenti in cui comprare (o vendere) qualsiasi cosa. Uno di questi è Tvoyapolka (il tuo scaffale) in cui si può affittare uno scaffale per esporre e vendere oggetti di propria produzione o proprietà, o semplicemente frugare negli scaffali degli altri alla ricerca di qualcosa di speciale. Un bellissimo negozio e progetto si trova invece di fronte al caffè vegano e si chiama Наивно? Очень (Ingenuo? Molto).

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È un negozio in cui si vendono cuscini, calamite, tazze e magliette decorati da artisti. Gli artisti sono persone con malattie neurologiche che, pur essendo in grado di lavorare, hanno difficoltà a farsi assumere, in Russia come nel resto del mondo. Il progetto è stato lanciato nel 2010 dall’artista Nelly Uvarovoy, convinta che l’arte rappresenti un ideale meccanismo terapeutico e di empowerment, capace di tirare fuori la creatività e la voce personale di ognuno. Nel negozio, aperto nel 2015, non ti dicono niente di ciò fino al momento successivo all’acquisto, che avviene solo perché gli oggetti esposti sono davvero belli.

Vanessa Montesi