Situato nel nord della penisola dello Yucatan, centro culturale dell’antica popolazione Maya, il complesso archeologico di Chichén Itzá è una delle sette meraviglie del mondo moderno. Il sito è stato dichiarato patrimonio dell’Unesco nel 1988 ed è una delle mete più ambite del Messico e, in generale, di tutta l’America Centrale. Il nome Chichén Itzá deriva dalle parole “chi” (bocca) e ch’en (pozzo) e significa “Alla bocca del pozzo degli Itza”, che erano una popolazione fiorente e dominante della parte nord dello Yucatan.

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COME ARRIVARE. Chichén Itzá si trova vicino a diversi centri importanti, come Cancun, Merida e Valladolid. Da ognuno di essi partono autobus pubblici che fermano direttamente dinnanzi al sito archeologico (dai più lussuosi ADO ai più “low cost” Oriente e MayaB). Un altro modo per visitare il complesso è quello di affidarsi ad uno dei tantissimi day-tour programmati, prenotabili tramite l’hotel in cui alloggiate. In questo caso i prezzi variano dai 50 agli 80 euro.

COSA VEDERE. Il sito archeologico comprende diversi edifici in pietra, tra antichi luoghi di culto e palazzi di rappresentanza. All’interno vi sono anche due grandi cenotes (tipiche grotte con dentro acqua dolce, di meravigliosa bellezza) ed un campo del Gioco della Pelota (clicca qui per scoprire questa antica tradizione dei Maya), conservato in ottimo stato. Al centro di tutto si innalza, come un gioiello, El Castillo (anche chiamato Tempio di Kukulkan). Esso fu costruito dalla civiltà dei Maya intorno al XII secolo e si tratta di una delle più famose piramidi a gradoni precolombiane del Messico. Le scalinate corrono lungo i quattro lati e, da qualche periodo, sono interdette al pubblico. Affianco sorge il Tempio dei Guerrieri, un’altra piramide a gradoni costituita da lunghe file di colonne intagliate e raffiguranti guerrieri.

A circa 150 metri a nord di El Castillo si apre, invece, uno dei più grandi campi da gioco della pelota di tutta la mesoamerica. Lungo 166 metri e largo 68, è caratterizzato da alte mura con alla base incise figure che rappresentano i giocatori, con al centro gli anelli di pietra intagliata raffiguranti dei serpenti intrecciati. Altri complessi da visitare sono poi quello des Las Monjas (in stile architettonico Puuc), El Caracol (la chiocciola), Akab Dzib (La Casa delle iscrizioni misteriose), l’Ossario, il Vecchio Chichen e la Piattaforma di Venere.

CURIOSITA’. Durante gli equinozi di primavera e autunno, al calare ed al sorgere del sole, gli angoli di El Castillo proiettano un’ombra a forma di serpente (il Kukulkan) lungo la scalinata nord.

Veronica Crocitti

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