La Rubrica Italiani all’Estero torna in Corea del Sud per raccogliere la testimonianza di un altro giovane italiano emigrato nell’estremo Oriente. Ecco la storia di Flavio.

FLAVIO FANELLI. Ho ventotto anni, sono di Bari, laureato in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche. Al momento vivo in Corea del Sud per finire il mio percorso formativo presso la Scuola di Dottorato in Scienze Chimiche e Molecolari dell’Università degli Studi di Bari. Nell’ambito di questo dottorato di ricerca, infatti, ci viene data la possibilità di trascorrere un periodo medio o lungo all’estero. A me è stato proposto di trascorrere almeno sei mesi in Corea del Sud, e quindi eccomi qua.  Sono arrivato a metà gennaio perciò al momento sono qui da soli tre mesi. In passato ho viaggiato molto ma vivere stabilmente in un’altra nazione è decisamente diverso. Sono stato qualche mese in Germania, nel 2015, e in generale mi piace girare il mondo e trascorrere più tempo possibile all’estero per conoscere, imparare, aprire la mente a nuovi orizzonti e diverse culture. Mi sento molto cittadino del mondo.

Al momento risiedo stabilmente a Pohang, città portuale nel sud della Corea del Sud. Ammetto che ambientarsi in un posto tanto diverso non è stato facile, ma con un po’ di pazienza si riesce sempre ad affrontare tutto. La prima difficoltà ovviamente è stata la lingua, parlata e scritta. Mi sento però di dire che ho scoperto che il coreano non è affatto una lingua complicata. L’alfabeto è molto semplice e si impara a leggere e scrivere in dieci giorni di costante esercizio. Ovviamente sapersi esprimere in maniera fluente richiede una pratica più intensa. Ciò che invece non è ancora facile affrontare è il cibo. Da buon italiano, meridionale aggiungerei, sono abituato alle prelibatezze di casa che qui incontro solo nei miei sogni più profondi! L’alimentazione è abbastanza sana, principalmente a base di riso, verdure di ogni tipo, carne di pollo e maiale. Ogni portata, però, è mediamente molto piccante e generalmente il cibo è dolce. Servono tutto in strane salse o accostamenti improbabili, per cui per il primo mese non sei certo di cosa mangi!

La Corea del Sud non è un paese caro e costa meno mangiare in un ristorante che fare la spesa. Bar, locali, intrattenimenti vari, vestiario sono più economici che in Italia ma, d’altro canto, si è facilmente attratti dai prezzi ridotti e alla fine si spende. Stranamente, esageratamente cari sono invece tutti i prodotti per il benessere e la pulizia del corpo e della casa, oltre a frutta e verdura. Personalmente percepisco uno stipendio dall’Italia ma so che il rapporto qualità della vita/salario è mediamente appropriato. Le diversità culturali e quelle che possono sembrare stranezze nei primi tempi, dopo poco diventano normalità. Innanzitutto la gente coreana è estremamente diretta e sincera. La prima domanda che ti fanno è: “Sei sposato?”. Sì, non fidanzato, sposato! E se rispondi no, ovviamente ti chiederanno il perché di una simile stranezza. Hai preso un chilo in più? Non hai dormito bene e hai le occhiaie? Non mancheranno nel farti notare che non sei presentabile. Lo stesso vale per la situazione inversa. L’italiano è per eccellenza un adone in questa parte del mondo, perciò è facilissimo che estranei, uomini, donne e bambini indistintamente, ti fermino per strada per farti presente che sei bellissimo. E pensare che gli italiani a stento sanno dove sia collocata la Corea!

Fenomeno delle “mascherine”

Camminando per strada si incontra facilmente gente con delle mascherine. I primi tempi non puoi evitare di pensare che abbiano un male incurabile e che qualunque cosa sia ti colpirà presto. Banalmente per raffreddore e sintomi influenzali preferiscono respirare aria più umida e preservare la salute altrui. Un’altra peculiarità di questo Paese è che i taxi sono davvero economici. Per strada ne trovi uno ogni cinque minuti e molto spesso è la scelta più facile e conveniente. Ad ogni modo, qualunque mezzo di trasporto si scelga, occhi aperti alla guida! Venendo dal sud Italia devo dire che sono ben esperto di sopravvivenza sulla strada e “guida sportiva”, ma credetemi, finché non venite qui, non sapete davvero cosa sia la guida spericolata.

In tutta la Nazione non si parla la lingua inglese ad eccezione del centro della capitale, Seoul, e degli ambienti più facilmente soggetti alla vita internazionale, come le università. (In fondo in Italia succede lo stesso). Una cosa estremamente curiosa è che in Korea l’età è diversa da quella che loro definiscono “internazionale”. Al momento della nascita compiono un anno di vita e ogni Capodanno Lunare maggiorano l’età di un anno. Insomma, a fine Gennaio è il compleanno di tutti! Per concludere le stranezze e usanze di questo Paese tanto diverso, aggiungerei che i mercati si estendono su lunghe e grandi strade e la merce è felicemente esposta e venduta, per terra! Esatto per strada, sui marciapiedi, nelle vie, esclusivamente su lenzuoli che poggiano su terreno calpestabile. A distanza di tre mesi ancora non me ne faccio una ragione. Non che mi aspetti che il cibo servito in tavola non abbia un dubbio e strano trascorso, ma constatare con i proprio occhi è sempre un’altra cosa.

Ciò che invece gli occhi non si stancherebbero mai di vedere sono le fioriture degli alberi di ciliegio! E’ uno degli eventi più attesi e trepidanti dell’anno che si svolge esattamente in questi giorni, inizio Aprile. Gente da tutto il mondo viene in Corea e in Giappone per assistere ai bellissimi ciliegi che sbocciano e disseminano petali ovunque. Fenomeno incantevole che dura, ahimè, solo due settimane. Dopodiché questi meravigliosi ciliegi diventeranno anonimi alberi verdi. Che dire. E’ una realtà molto, molto diversa dalla nostra e davvero interessante. Molte cose sono affascinanti, altre meno, ma son contento di star facendo questa esperienza. Non è la Nazione in cui immagino la mia vita futura, ma per un’avventura non è male. Tornerò in Italia per un po’ prima di trovare un’altra occupazione chissà dove nel mondo. Attualmente penso a godermi il momento e a gioire di nuovo quando in Italia ritroverò casa, famiglia, la mia amata cagnolina, amici e il buon cibo!

Veronica Crocitti