Le Geishe vivono ancora oggi a Gion, un pittoresco e surreale quartiere di Kyoto, la vecchia Capitale del Giappone. 


Il viso bianco, le carnose labbra rosse, i capelli tirati su in uno chignon perfetto, adornato di fiori colorati. La geisha, in Giappone, è una vera e propria opera d’arte vivente, perfetta nel suo incedere tra i viottoli di Gion, il quartiere delle Geishe di Kyoto.

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Le radici di questa figura quasi mitologica affondano nel 1700, quando le geishe iniziarono a farsi largo tra i quartieri del divertimento del Mondo Fluttuante. Si trattava di case d’appuntamento che mettevano in mostra queste bellissime donne, cortigiane esperte nelle arti del canto e della danza. Pian piano, le più abili di loro iniziarono ad essere chiamate Geiko, ragazze artiste. Agli esordi esse usavano trascorrere con i clienti anche tutta la notte, ma successivamente le cortigiane indispettite chiesero al governo di approvare una legge che vietasse alle geishe di giacere con gli uomini nei quartieri di divertimento. Ecco perché il loro ruolo e la loro professione divenne sempre più ricercata.

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Tempio di Yasaka

Agli occhi di un occidentale, tutto questo potrebbe sembrare antico, passato, riscontrabile soltanto nei film ambientati in oriente. In realtà le Geishe esistono tutt’oggi, più o meno con le stesse caratteristiche di un tempo, e le si possono scorgere nel quartiere di Gion, a Kyoto, mentre camminano di sera tra i viottoli bui, illuminati solo dalle fioche luci delle lucerne appese all’ingresso delle case.

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Quartiere Gion

La sensazione, girovagando tra questo quartiere surreale, è quella di ritrovarsi in uno spazio magico. Oggi la geisha guadagna molto denaro, è obbligata a farlo per pagare il suo periodo di apprendistato nella Okiya, ovvero la casa della geisha, dove le giovani imparano a cantare, danzare, suonare lo shamisen (liuto a tre corde) e comportarsi adeguatamente in pubblico. Anche i loro vestiti costano molto, né possono permettersi di indossare lo stesso kimono più di due volte con lo stesso cliente.

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A Kyoto sono tantissime le ragazze che aspirano a diventare geisha, anche se in poche alla fine ci riescono. Le prove da affrontare sono tante e pesanti, come ad esempio quella di sopportare il fastidioso poggiatesta di legno per evitare che le splendide acconciature si rovinino durante il sonno. Tra Pontocho e Kamishichiken, nel quartiere Gion, vivono quasi trecento geishe. Nei loro abiti di seta, con le calze bianche infilate negli alti sandali ed un’eleganza sublime, è un piacere anche solo osservarle da lontano.

Veronica Crocitti