Rimasi quattro giorni a Tokyo, tra strade senza nome e tunnel sotterranei. Pian piano la gentilezza quasi macchinizzata dei giapponesi divenne per me un suono naturale. All’inizio sembrava tutto un po’ comico. Ogni volta che mettevo piede in un negozio, iniziava il rituale dei “Konnichiwaaa”, Arigatouuu gozaimaaaaasu”, “Irasshaaaaimaaaase“. I primi dieci minuti se ne andavano solo coi saluti, gli ultimi dieci pure. Dopo che la prima volta persi mezz’ora senza comprare neanche un Onigiri, stabilii una regola fondamentale, che poi mi accompagnò per tutto il viaggio: entrare in un negozio solo in caso di estrema necessità, di vita o di morte.

Mi abituai alle file ordinate, ad aspettare i turni senza tentare lo scavallaggio selvaggio, a inchinarmi e sorridere più o meno ogni 4 metri, a bere tutti i the che mi offrivano per strada. A un certo punto, contro ogni pronostico, imparai anche ad utilizzare la metropolitana. Per me fu un traguardo senza precedenti. Quasi mi commossi quando, una mattina, emersi dal tunnel sotterraneo esattamente nel punto in cui volevo emergere. Per poco non piansi dalla gioia.

Ueno Zoo - Tokyo

Ueno Zoo – Tokyo

Ero uscita dall’albergo di buona lena, prestissimo, perché avevo tanto da girare e il “tic tac” dell’orologio iniziava a tormentarmi. Avevo stabilito che, in quelle prime ore del giorno, mi sarei dedicata ad una delle zone verdi più affascinanti di Tokyo: Ueno Park con i suoi Tokyo National Museum, National Museum of Nature and Science, Ueno Zoo e il Tokyo Metropolitan Museum. Avrei anche fatto due tappe, non lontano, al rinomato quartiere di Ameya Yokocho e allo Yushima Tenmangu Shrine.

E così, fatta colazione, mi immersi nel tunnel della Tokyo Sotterranea (che peraltro era direttamente collegata al mio albergo) e iniziai a vagare in cerca della macchinetta per fare il biglietto della metro. Anzi, avevo deciso che quel giorno mi sarei affidata all’abbonamento perché l’intenzione era quella di girare in lungo e in largo h24 no-stop.

Dovete sapere che, a Tokyo, si parte da un principio base: non esiste un solo angolo della città che non sia raggiungibile con la metro. Il problema è capire dove fare il biglietto, quanti yen mettere nella macchinetta, quale linea colorata prendere, da dove prenderla, la direzione da seguire, quando scendere e poi dove riemergere. Una volta che entrate nel meccanismo, è fatta. Il dramma è entrarci, nel meccanismo…

Quella mattina avevo già iniettato endovena diverse dosi di caffeina (se proprio vogliamo essere ottimisti e chiamarla “caffeina”), per cui mi sentivo pronta ad affrontare tutto. Al grido tutto interiore (non sia mai che vi viene in mente di urlare in Giappone!) di “Metro nun te temo”, partii all’arrembaggio.

Le linee della Metropolitana di Tokyo

Le linee della Metropolitana di Tokyo

A Tokyo esistono 13 linee e 274 (274!) stazioni. Ogni linea ha il suo colore (ma molti sono simili) e, soprattutto, ci sono due compagnie che le gestiscono: la Tokyo Metro e la Toei. Sia l’una che l’altra non sono coperte dal Japan Rail Pass (per cui se avete l’abbonamento, qui non vale).

Le macchinette per fare il biglietto si trovano in prossimità della linea che dovete prendere (ad esempio, se vi serve la Marunouchi Line – Red Line, potrete fare il ticket nelle macchinette vicino al suo ingresso, nelle altre non è detto che troviate l’opzione). Non esiste un biglietto generale. Voi andate alla macchinetta, selezionate la linea metro che vi interessa, cercate di capire la distanza del percorso (in base a quella la tariffa varia da 170 a 330 yen), inserite i soldini e prendete il biglietto.

Vi sembra semplice? Non lo è. Innanzitutto perché le istruzioni della macchinetta sono (neanche a dirlo!) in giapponese. Per cui, fate bene attenzione perché c’è sempre un pulsantino nascosto che cita “English”: cliccatelo e vi si aprirà un modo. Non perdete troppo tempo a chiedere aiuto agli addetti (anche se, appunto, dovrebbero essere addetti alle metro) perché, per quanto gentilissimi e disponibilissimi, vi capiranno poco e probabilmente vi manderanno (senza volerlo) dalla parte opposta a quella in cui volevate andare. Parlo per esperienza personale, ovviamente. Drammaticamente personale…

Interno di una Metropolitana - Tokyo

Interno di una Metropolitana – Tokyo

Altra questione fondamentale è quella dei soldi: quanto mettere nella macchinetta? 170? 220? 330? Come si calcola distanza del percorso? Prendete nota di quello che vi sto rivelando perché lo farò una sola volta e mai più: la distanza non si calcola. La vita a Tokyo è troppo breve per perdere pure tempo a capire come calcolare le distanze. Il mio metodo, credetemi, è risultato infallibile: mettere sempre il minimo di 170 yen. State tranquilli che non è reato e che l’organizzazione giapponese ha pensato anche a questo.

Per entrare, nessun problema. Basta inserire il biglietto e oltrepassate l’ingresso. Che non vi venga in mente di buttare il ticket in un lampo di genialità o durante un accesso di ira nei meandri dei tunnel. Quello stesso biglietto vi servirà per uscire. Una volta scesi dalla metro, infatti, dovrete ripetere lo stesso meccanismo dell’ingresso: inserire il biglietto e aspettare che la barra automatica vi lasci passare. Se si apre, alla grande, vuol dire che avevate azzeccato i 170 yen iniziali. Se invece sentite un “beeeeen”, vuol dire che la tariffa non era giusta. Senza farvi prendere dal panico, fate qualche passo indietro e andate nella macchinetta che trovate accanto, la “Fare Adjustment Machine”. Inserite il biglietto, mettete l’importo mancante e riprendete il nuovo biglietto. E’ fatta.

Ryodaishi - Tokyo

Ryodaishi – Tokyo

Altro discorso per l’abbonamento giornaliero. Potete farlo direttamente alle macchinette, solo che dovete stare attenti a quale selezionare. Vi avevo già detto che le metro sono servite da due gestori? Ecco, a seconda di quale scegliete, il prezzo cambia. Se la vostra intenzione è di girare in lungo e in largo, com’era la mia all’inizio di quella mattina, non esitate a fare l’abbonamento che comprenda entrambe le linee Tokyo Line e Toei. Il prezzo è 1000 Yen (più o meno 9-10 euro).

Quella mattina impiegai circa un’oretta per sbrigare la faccenda “abbonamento” ma alla fine riuscii a prendere la mia Oedo Line e sbucare direttamente all’ingresso del Ueno Park. E lì, meraviglia. [To Be Continued…]

Veronica Crocitti

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