Dalle Domus al Teatro Greco, passando per la Basilica: tutto quello che devi sapere sull’Area Archeologica di Tindari, gioiello di Patti.


Storicamente conosciuta come Tindario, l’area archeologica di Tindari sorge nel comune di Patti, su un promontorio alto 268 metri che domina sulle sette meravigliose isole Eolie del Mar Tirreno.

Fondata dallo storico tiranno di Siracusa Dionisio, l’Area Archeologica di Tindari è tra le attrazioni più visitate della provincia di Messina, nonché uno dei simboli della Sicilia nord-orientale, insieme all’adiacente Santuario della Madonna Nera di Tindari e ai Laghetti di Marinello (questi ultimi due sono collegati tra loro dal Sentiero trekking Coda di Volpe).

COSA VEDERE NELL’AREA ARCHEOLOGICA DI TINDARI

L’antica città greca di Tyndaris fu fondata nel 396 a. C. dal tiranno Dionigi il Vecchio (o Dionisio) come colonia legata militarmente a Siracusa. Conquistata dai romani, durante l’età imperiale divenne una delle più prospere città della Sicilia, per poi essere definitivamente distrutta nell’836 dagli arabi.

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E’ stato solo a partire dagli anni ’70 del Novecento che un minuzioso lavoro di scavi e restauri ha permesso che ritornassero alla luce le vestigia di un’acropoli dal passato glorioso ed imponente. L’area archeologica che è oggi visitabile consta di tre elementi principali: l’Insula IV con le Domus e le Terme Pubbliche, la Basilica, il Teatro Greco e l’Antiquarium.

Le Domus

Delimitata a nord e a sud dai decumani meridionale e centrale (nelle antiche città romane il decumano era una larga via che scorreva da est a ovest), l’Insula IV è l’area archeologica centrale che racchiude sei botteghe (tre con retrobottega), due Domus e le Terme Pubbliche.

Costruite entrambe nel I secolo a. C., le due Domus si sviluppano intorno a colonnati con capitelli dorici in pietra e sono caratterizzate da pavimenti con splendidi mosaici.

Le Terme Pubbliche

Situate sempre all’interno dell’Insula IV, le Terme Pubbliche si trovavano su un terrazzo superiore che ricadeva in adiacenza al decumano superiore. L’edificio è un colonnato caratterizzato da diverse stanze che presentano pavimenti con mosaici in bianco e nero davvero suggestivi. Tra i più belli spiccano quelli che ritraggono i simboli di Tyndaris, le scene dionisiache e le creature marine.

La Basilica 

La Basilica è di certo l’edificio che risalta al primo sguardo e che ammalia per la sua magnificenza non appena si mette piede nell’Area Archeologica di Tindari. Si tratta della continuazione sud-orientale del decumano superiore che, al tempo, fungeva da accesso all’Agorà. L’edificio è bellissimo ed imponente, con una grande galleria centrale suddivisa trasversalmente da nove archi e fiancheggiata da altre due strade.

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La Basilica, la cui probabile funzione era quella di propylon (porta monumentale), ospitava la statua aurea di Mercurio ed il monumento equestre del console Marco Claudio Marcello.

Teatro Greco

Con una capienza di 3000 spettatori, il teatro greco di Tindari fu costruito in età pre-romana con l’obiettivo di ospitare orazioni pubbliche e, durante l’età imperiale, fu abbellito divenendo il simbolo degli spettacoli circensi.

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Perfettamente incastonato nella conca della collina, il teatro greco ha una cavea rivolta al mare e, ancora oggi, viene utilizzato per spettacoli teatrali, di danza e musica.

Antiquarium

Nelle due salette dell’Antiquarium si trovano reperti risalenti all’età preistorica e romana tra cui vasellame, oggetti in bronzo e sculture in marmo come le due nikai (Vittorie Alate) e la testa-ritratto dell’imperatore Augusto.

Curiosità!

Dinanzi all’ingresso dell’Area Archeologica di Tindari è appesa una lastra di marmo con incisa la poesia “Vento a Tindari” di Salvatore Quasimodo. Il poeta scrisse questa memoria nell’aprile del 1829.

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COME ARRIVARE ALL’AREA ARCHEOLOGICA DI TINDARI

L’area Archeologica di Tindari si trova nel Comune di Patti, in provincia di Messina, ed è facilmente raggiungibile in macchina (sconsigliati i mezzi pubblici). L’autostrada di riferimento, sia che si parta da Messina, da Catania o da Palermo, è la A/20 con uscita a Falcone. Dallo svincolo basta poi seguire le indicazioni per Tindari.

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La zona circostante il Santuario della Madonna Nera di Tindari e dell’Area Archeologica è chiusa al traffico e non è possibile arrivarvi in auto (salvo casi eccezionali). Per raggiungere l’Area Archeologica dovrete quindi lasciare il vostro mezzo nell’ampio parcheggio che troverete all’inizio del paese ed usufruire delle navette che partono ogni 10 minuti (costo 1 euro).

PREZZI E ORARI DI APERTURA

Gli orari di apertura dell’Area Archeologica di Tindari variano a seconda del mese:

  • Gennaio 9:00 – 16:00
  • Febbraio 9:00 – 16:00 (dal 16 febbraio 16:30)
  • Marzo 9:00 – 17:00 (dal 16 marzo 17:30)
  • Aprile 9:00 – 18:30
  • Maggio 9:00 – 19:00
  • Giugno 9:00 – 19:00
  • Luglio 9:00 – 19:00
  • Agosto 9:00 – 19:00
  • Settembre 9:00 – 18:30
  • Ottobre 9:00 – 17:30
  • Novembre 9:00 – 16:00
  • Dicembre 9:00 – 16:00

Il costo standard del biglietto è di 6 euro (gratis per i bambini/ragazzi fino a 18 anni).

Veronica Crocitti