Tra le popolazioni africane, i masai sono quelli che più accendono la fantasia del mondo occidentale. Belli, alti, con un portamento regale ed uno stile di vita refrattario a qualsiasi tentativo di inserimento in un contesto urbano, da sempre legati alle loro tradizioni, i masai sono degli indomiti guerrieri che provengono dai gruppi nilotici.

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In tempi antichi, essi si spostarono dall’Egitto al Kenya, per poi giungere infine in Tanzania. Vivono di pastorizia e valutano la loro ricchezza in base al numero delle mucche possedute. Con queste possono non solo sfamarsi ma assicurarsi una o più mogli, per poi essere socialmente riconosciuti.

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I masai sono rigidamente divisi per fasce di età: bambini, giovani e anziani, a cui si deve massima considerazione e rispetto e ai quali ci si rimette per ogni decisione importante.

I giovani maschi per diventare “moran” o “guerrieri” si devono sottoporre a prove fisiche molto cruente e dolorose. Alcuni segni sono ben visibili, come i grandi buchi nelle orecchie, i marchi a fuoco sulle guance e l’assenza di due denti inferiori. Queste prove devono essere superate dai giovani senza alcun lamento o movimento: solo così saranno guerrieri in grado di sopportare ogni dolore! Dopo queste prove, i giovani vengono circoncisi e costretti a vivere nella foresta per un mese, cavandosela da soli.

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Masai

Vi stupirà, ma queste tradizioni sono ancora praticate quotidianamente. Non bisogna difatti dimenticare che i masai furono l’unica tribù a non essere resa schiava durante la tratta dei neri proprio perché riuscirono a combattere coraggiosamente contro gli schiavisti. Oggi, soprattutto i giovani, vivono una situazione confusa tra la tentazione ad avvicinarsi ad un mondo occidentale e il rimanere ancorati alle tradizioni.

Monica Marani (Oropi Safaris)