Terra di isole, castelli e scogliere, la Danimarca è la casa ufficiale di Hans Christian Andersen, l’amato favolista che, con le sue storie e le sue Sirenette, continua ad allietare l’infanzia di milioni e milioni di piccoli lettori.

Molti credono che le radici di Andersen siano unicamente legate a Copenaghen, la bella e colorata Capitale danese che, senza alcun dubbio, è intrisa in ogni suo angolo dell’essenza stessa del favolista. Dalla Sirenetta che accoglie le navi al Porto Nuovo alla Casa delle Favole anderseniane in Rådhusplas, passando per la Statua-simbolo eretta vicino al Municipio (City Hall), tutto farebbe pensare che i veri luoghi di Andersen siano soltanto qui. Eppur così non è.

La vera anima dello scrittore risiede a Odense, una cittadina che si trova ben più a ovest di Copenaghen, nel cuore di un’isola conosciuta come Fyn (o Fionia).

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Il “Santuario di Odino” (questo significa Odense in lingua originaria) è una delle città più antiche della Danimarca e vanta una storia artistica e culturale di tutto rispetto. Essa sorge esattamente a 2 ore di strada dalla Capitale danese e, per raggiungerla, è necessario attraversare uno dei ponti sospesi più lunghi di tutto il Nord Europa: lo Storebæltsbroen.

Con un centro pedonale pulito e floreale, Odense è una città costruita a misura di favola. Le sue casette, piccole e colorate, rievocano ricordi fanciulleschi e smaliziati. Ed è proprio in una di quelle casette che, il 2 aprile del 1805, nacque Hans Christian Andersen.

In onore del grande favolista, la città ha fatto imprimere tra i suoi viottoli numerose “orme” misura 47. Seguendo questo itinerario è possibile ripercorrere la storia di Andersen attraverso quei luoghi (esattamente 13) che ebbero grande importanza per le sue opere.

  1. Il Museo. Il Museo di Andersen è un ottimo punto di partenza per immergersi nella vita e nell’arte dello scrittore. Attraverso un’esposizione variopinta e fantasiosa, avrete modo di “toccare con mano” i primi ritagli di carta, le prime parole, le prime favole. E’ qui che si trovano l’officina, il cappello a cilindro, l’attrezzatura da viaggio e tanti altri piccoli “cimeli” personali.
  2. La Casa Natale. Si tratta della casetta gialla col tetto in mattoni rossi in cui viveva la famiglia di Andersen. Un tempo essa sorgeva nella zona più povera di Odense, mentre adesso ne è divenuta quasi il simbolo.
  3. La Piazza Sortrebrøde. Questa piazza ospitava il teatro all’aperto della cittadina. E’ qui che Andersen bambino raccoglieva le locandine delle rappresentazioni e fantasticava tra sogni teatrali e musicali.
  4. L’Ospizio dei Poveri. Al primo piano di questo edificio si trovava la scuola dove Andersen studiò negli ultimi anni trascorsi a Odense prima di trasferirsi a Copenaghen.
  5. Il Lavatoio. La mamma di Andersen lavorava come lavandaia in questo vecchio lavatoio che sorge sul fiume. Le sue dure condizioni di lavoro sono ben descritte nella fiaba “Non era buona a nulla!”. 
  6. La Statua. La grande statua di bronzo che si trova nel Giardino delle Fiabe (Eventyrhaven) è rivolta verso il punto più profondo del fiume dove, secondo la fiaba “Il gorgo della campana”, vive il suo spirito.
  7. La Prigione. Andersen è stato nella prigione di Odense come visitatore poiché i genitori conoscevano il portiere. Le atrocità dell’edificio vengono descritte nel romanzo O.T.
  8. La Casa dell’infanzia. Dai 2 ai 14 anni, Andersen abitò in una piccola casa a Munkemøllestræde che, oggi, è divenuta un museo con un poetico giardino. 
  9. La Cattedrale di San Canuto. Il Duomo di Odense è uno dei monumenti più famosi dell’intera città. E’ qui che Andersen ricevette la sua cresima, evento cui seguì la stesura della fiaba “Le scarpe rosse”.
  10. Il Municipio. La piazza dinanzi al Municipio era illuminata di fiaccole quando, nel 1867, Andersen ricevette la cittadinanza onoraria dall’intera popolazione di Odense. 
  11. L’Ospedale. Gråbrøde era un complesso composto da chiesa, ospedale e un istituto per malati di mente. E’ qui che Andersen usava ascoltare gli antichi racconti e le farneticanti parole dei “pazzi”.
  12. Il Castello. La mamma di Andersen lavorava al Castello come lavandaia e spesso portava con sé il figlio. In quello splendido cortile, il piccolo Hans giocava con quello che ben presto sarebbe diventato Frederik VII.
  13. La Chiesa di San Giovanni. E’ in questa piccola chiesa che, nel 1805, Andersen fu portato dal pastore poiché “strillava come un gatto”. All’interno si trova oggi una lapide commemorativa.

Al di là di questo itinerario, esistono altri due luoghi a Odense che ricordano Andersen e che sono stati appositamente costruiti per i più piccoli: Møntegården (custodisce un’esposizione su Fionia, una mostra su Odense e un museo per i bambini) e l’Acciarino (la “Casa della cultura” eretta appositamente per accogliere i bambini tra elfi, troll e altri esseri fiabeschi).

Veronica Crocitti