Matera è una città in grado di far emozionare anche i cuori più duri, è un cristallo di pietra incastonato nella Basilicata più verde, è un intreccio indissolubile tra storia, arte, architettura e cultura. Quando ho messo piede, per la prima volta, sull’asfalto pietroso del Sasso Barisano per recarmi all’Idris Loft (la struttura che mi avrebbe ospitato per tutto il Tour #MateraInLandRover organizzato in collaborazione con MateraCulturale di Nicola Ruggieri), ho immediatamente capito perché, al di là di conferenze e articoli di giornale, questo luogo fosse stato proclamato Patrimonio dell’Umanità prima e Capitale Europea per la Cultura dopo.

La mia avventura è iniziata a Messina, la punta nord-orientale della Sicilia, a bordo di un pullman della BusCenter, compagnia economica, veloce e diretta che collega tantissime province del Sud Italia con diverse località nazionali ed europee. Dopo aver attraversato lo Stretto, abbiamo seguito l’itinerario diretto verso Matera percorrendo la Salerno-Reggio Calabria fino a Tarsia e poi, inebriati dai paesaggi della splendida costa orientale calabrese, ci siamo ritrovati a Metaponto. Da lì, fino alla bella Città dei Sassi, è stato un susseguirsi di piccole emozioni.

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Avevo avuto modo di vedere Matera tante volte, in foto, immagini, video, articoli, e l’avevo sempre trovata splendida. Quando però i suoi paesaggi mi si sono materializzati davanti, ho capito che ogni cosa, dal vivo, ha un sapore completamente diverso. Vero, puro, sublime.

Matera, Città dei Sassi (Basilicata - Italia)

Dopo aver preso un po’ di confidenza con la stanza-sasso che mi avrebbe accolto durante il soggiorno, ho iniziato la mia avventura on the road alla scoperta di Matera… e non solo. Il cuore pulsante dei Sassi è costituito da Piazza Vittorio Veneto, laddove tutti gli itinerari turistici hanno inizio e fine. E’ lì che, affacciata dalla terrazza del Bar delle Terrazze dell’Annunziata, con uno spritz in mano e la Ciallèdd a tavola, ho potuto ammirare per la prima volta la pienezza della parte più antica della città. Ai miei piedi si stendevano i Sassi, Caveoso e Barisano, che di lì a poco avrei percorso perdendomi nel dedalo di stradine che caratterizzano il paese.

Matera è un labirinto, ed è più facile perdersi che trovarsi. Com’era giusto che fosse, la prima notte mi persi. Mi avevano detto che, una volta calato il sole, la Città dei Sassi si sarebbe svuotata trasformandosi in un posto surreale. Pietra, silenzio e buio avrebbero avvolto ogni cosa. Quella prima notte ho conosciuto una Matera diversa, addormentata, quieta, sognante. Il silenzio aveva preso il sopravvento su tutto e la sua eco non si sarebbe placata per ore. Rientrata nel mio Sasso, chiusi gli occhi e mi addormentai. Li riaprii soltanto l’indomani all’alba, quando ancora la Città dormiva.

La vita, a Matera, inizia alle 9: le serrande si alzano, gli abitanti ritornano nei negozietti, i turisti affollano i Sassi e la giornata può cominciare.

La prima tappa del Tour “Matera in Land Rover” era costituita da un itinerario storico, culturale e artistico nel cuore più antico dei Sassi, tra Caveoso, Barisano e Castelvecchio. Insieme a Nicola Ruggieri, guida e responsabile di MateraCulturale, ho così iniziato a scoprire la vera essenza di questa città. Partendo da Piazza Vittorio Veneto, sono passata dal Belvedere Luigi Guerricchio (con accanto la Chiesa del Santo Spirito) e poi mi sono avviata verso la via delle Beccherie per sbucare infine dinnanzi al Duomo (la Cattedrale di Maria Santissima della Bruna). Costruita in stile romanico-pugliese, essa domina sui Sassi con una maestosità sublime.

Accanto alla Cattedrale, si trova uno dei quartieri meno battuti (turisticamente parlando) della Città dei Sassi: Castelvecchio. Passeggiando tra le sue stradine, ho avuto l’impressione di trovarmi in una delle parti più vere del cuore antico di Matera, dove ancora gli abitanti stendono i vestiti (quasi impossibile trovare traccia di bucato nelle altre zone) e i sacchetti dell’immondizia sono minuziosamente appesi in attesa di esser raccolti.

Da Castelvecchio ho poi proseguito verso la via Mura, in direzione della splendida Chiesa dell’Idris con, ai suoi piedi, la Chiesa di San Pietro Caveoso. Avevo una meta precisa: la Casa Grotta di Vico Solitario, uno dei “must” dei Sassi. Si tratta, infatti, della replica di una vecchia casa-grotta materana allestita con mobili, utensili e manufatti d’epoca.

Per tutta la mattinata ho continuato a girovagare per i Sassi, tra il Caveoso e il Barisano, scoprendo altri luoghi degni di interesse e nota tra cui la Casa Cava, il MUSMA (Museo della Scultura Contemporanea), la Chiesa Rupestre di Santa Lucia delle Malve, il Castello Tramontano, il Palazzo Lanfranchi e la Casa Noha.

Terminata la visita, sono risalita sulla Land Rover e mi sono spostata verso una delle zone che, adesso posso confermarlo, è tra le più belle di Matera: il Parco della Murgia Materana. Ricco di storia, cultura e natura, questo sito archeologico comprende scorci di incantevole bellezza, tra paesaggi che ricordano il Gran Canyon d’oltreoceano e Chiese Rupestri che ne testimoniano il grande passato. E’ stato qui che ho potuto provare l’ebrezza di salire a cavallo e girovagare, tra stradine sterrate e verde incontaminato, alla scoperta del Parco. L’escursione, organizzata dal Maneggio San Nicola, è terminata nell’esatto punto in cui, pullman e autobus, conducono quotidianamente i turisti per permettergli di ammirare Matera da un’altra prospettiva: il Belvedere della Murgia.

Dopo essermi inebriata di quella vista paradisiaca, ho ripreso la macchinona ed ho continuato il mio itinerario alla scoperta della Matera che non ti aspetti. Le successive tappe sono state un viaggio a ritroso nel tempo. La prima frazione esplorata è stata quella de La Martella, frazione materana celebre per un intervento urbanistico degli anni ’50 che porta in calce il nome di Adriano Olivetti. Seduta ai tavolini del bar storico, con in mano un bicchierino di Padre Peppe, ho ammirato questo borgo rurale che, in ogni suo angolo, mantiene l’atmosfera di un tempo che sembra non esser trascorso mai.

La sera sono rientrata nei Sassi consapevole che, di lì a poco, avrei dato il via ad un piccolo tour enogastronomico fatto di odori, sapori e prelibatezze materane e lucane. Seduta all’interno dell’ipogeo (la parte sotterranea di un Sasso) del ristorante “Officina del Gusto”, sono andata alla ricerca di piatti tipici della tradizione contadina di questi luoghi, degustando tagliata di manzo podolico, funghi cardoncelli, peperone crusco, caciocavallo murgiano e, per concludere, tette di monaca accompagnate da Padre Peppe e Limoncino della Murgia.

La giornata successiva è stata dedicata al Quartiere risanamento Sassi ed alla sua particolarissima storia. Ascoltando la testimonianza di alcuni abitanti, ho ripercorso la vicenda di una città che, in poco più di 60 anni, è riuscita a passare da vergogna nazionale a Patrimonio dell’Unesco prima e Capitale Europea della Cultura poi. Dopo la seconda guerra mondiale, infatti, Matera salì alla ribalta delle cronache nazionali grazie alla denuncia di Carlo Levi e del suo Cristo che si fermò ad Eboli. Lo scrittore narrò di una situazione assurda, di una Città in cui le persone vivevano “ammassate” all’interno degli ipogei, nei sotterranei dei sassi, in condizioni di assoluto degrado. Fu allora che il governo nazionale iniziò ad intervenire e fondare le basi per la ripresa di Matera. Venne così costruito il borgo rurale de La Martella e, poco oltre la cinta che chiude i Sassi Caveoso e Barisano, il Quartiere Risanamento. Furono edificati Serra Venerdì, La Nera, Spine Bianche e Agna Cappuccini. Lo stile utilizzavo fu lo Scandinavo, proprio secondo i “dettami” della commissione che De Gasperi inviò laggiù prima di avviare gli interventi. A partire dal 1953, i Sassi di Matera si svuotarono e fu quello a segnare la vera ripresa della città. Gli abitanti, coraggiosi e fieri, lavorarono anno per anno per riconvertire Matera in una luogo turistico capace di attrarre milioni e milioni di visitatori. E ci riuscirono.

Continuai a pensare a quella storia per tutta la giornata. Dopo aver ripreso la Land Rover, ho percorso un po’ di strada allontanandomi dal centro e mi sono ritrovata, infine, nel cuore della Riserva Naturale di San Giuliano. Era un luogo perfetto per consumare un pic-nic, a due passi dal lago, circondata da pace e silenzio…

Il mio tour “Matera in Land Rover” è terminato laddove era iniziato, su un pullman della Bus Center diretto a Messina. Ho salutato Matera ringraziandola per tutte le emozioni vissute, per tutte le esperienze che adesso mi porto dietro nel grande bagaglio dei miei viaggi, per tutti gli scorci che, di anno in anno, continuano a riempire il mio cuore e non lo lasciano più.

Se volete vivere anche voi questa splendida esperienza on the road alla scoperta della Matera più vera, affidatevi (come ho fatto io) a MateraCulturale. Nicola Ruggieri e il suo staff provvederanno ad organizzare per voi un itinerario perfetto tra i Sassi… e non solo.

Veronica Crocitti

#MateraInLandRover