Se dovessi ricercare il leitmotiv dei momenti felici della mia vita, non esiterei a dire, con semplicità, “il mare”. Per me il mare è gioia, eternità, infinito. E’ natura, vitalità, mutevolezza. E’ imprevedibilità, fierezza, alterigia. Il mare, da solo, è in grado di riempirmi il cuore. E potrete immaginare, dunque, quale felicità si sia aperta dinnanzi ai miei occhi quando, percorrendo il Lungomare Giuseppe Giardina, mi sia ritrovata ai piedi della bella Cefalù, pittoresco borgo adagiato su una soffice distesa di sabbia.

Situata lungo la costa settentrionale della Sicilia, perla della provincia di Palermo, Cefalù si estende ai piedi di un promontorio che, per la sua conformazione, sembra ricordare la lontana rocca di Sigiriya. Mentre mi addentravo tra le sue stradine, non potevo far altro che ammirarne lo stile arabo-normanno e concordare che sì, questa cittadina merita a pieno diritto il titolo di “Borgo più bello d’Italia”.

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A guardarla da lontano si direbbe che su Cefalù vegli un alone di quiete e di tranquillità eppure, aggirandosi tra botteghe e negozietti, non si può che rimanere estasiati dal suo attivismo, dalla sua allegria, dalla sua dinamicità. Non c’è nulla, in questa cittadina, che sembri esser fuori posto. Le strade, costellate di turisti e visitatori, emanano un senso di contagiosa spensieratezza. I monumenti, belli e possenti, stanno lì a ricordare le antiche radici e la particolare storia. Il mare, intenso e soave, riecheggia caparbio ribadendo la sua presenza dominante.

Cultura, arte e bellezza si intrecciano nella storia di questo borgo che, per le sue qualità, è stato anche inserito nella rete dei “comuni solidali”. La Basilica Cattedrale della Trasfigurazione, meglio nota come il Duomo di Cefalù, è uno dei più grandi esempi di questo indissolubile intreccio.

Patrimonio dell’Umanità dal 2015, viva testimonianza dello stile arabo-normanno, la Cattedrale è di un’imponenza riverente e vanta, nel suo passato, una storia leggendaria. Si narra infatti che l’imperatore Ruggero D’Altavilla, sopravvissuto a una tempesta mentre navigava da Salerno a Palermo, avesse promesso a Dio di far erigere, nel caso di salvezza, una Chiesa proprio laddove fosse approdato sano e salvo…

Le vie che si snodano attraverso il centro storico di Cefalù hanno tutte, come ultima estremità, il mare. Ed è così che, seguendo il Corso Ruggero, sono infine giunta al Bastione di Capo Marchiafava, l’ultimo baluardo di difesa della città da cui è possibile ammirare il faro, la scogliera e, nelle giornate più limpide, perfino le splendide Isole Eolie.

Dal Bastione al Vecchio Porto è stato un attimo, felice e spensierata com’ero sulla mia Cinquecento rosso antico. Mi sono immessa nella Piazza Marina e poi, con la testa tra le nuvole, ho dato un fugace sguardo alla mia destra. Per l’improvvisa emozione mi sono dovuta fermare. Proprio lì, dinnanzi a me, c’erano due enormi finestre di pietra che davano direttamente sul mare.

Come fossero l’anticamera del Paradiso, quei due grandi fori mi invitavano ad attraversarli promettendo una pace da tempo agognata. Così ho lasciato il Cinquino e mi sono avviata a piedi lungo la strada che conduce alla punta estrema del Porto Vecchio…

Se c’è una cosa che ho imparato da tutti i miei viaggi è che non puoi dire di conoscere davvero un luogo se non lo osservi da tutte le angolazioni. Guardandola dal Porto Vecchio, Cefalù è di una bellezza disarmante.

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Incantata da tutto quello che avevo davanti, mi sono infine seduta su una panchina ed ho ammirato l’essenza di questa città. Le case adagiate sul mare, la Porta della Pescara, il Duomo, il lavatoio medievale del Fiume Cefalino, la Rocca con i ruderi del Castello, il Tempio di Diana, la spiaggia, il mare… Sempre il mare. Ho chiuso gli occhi ed ho sorriso ricordando una vecchia frase di Sciascia: “Sai cos’è la nostra vita? La tua e la mia? Un sogno fatto in Sicilia. Forse stiamo ancora lì e stiamo sognando”.

[Sponsor partner del progetto: Caronte & Tourist, Marina del Nettuno, Cosimo Muscianisi, Dacci un TaglioVilla Laura, 3G Holding, Residence Kalonerò e Parc Hotels Italia].

Veronica Crocitti

#SiciliaIn500