Non esiste scorcio, nella mia Sicilia bella, che non meriti di esser ricordato. Non esiste angolo, in questa terra che odora di zagare e mandorli in fiore, che non meriti di esser adorato. Non esiste paesaggio, in questa Trinacria dalle mille contraddizioni, che non meriti di esser raccontato. E così, dopo esser passata da Taormina, Aci Castello, Ortigia, Modica e Scala dei Turchi, in un’assolata domenica mattina mi ritrovai nella splendida Marsala…

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Adagiata all’estremo ovest dell’isola, terra di vino e pittoresche saline, Marsala è uno dei gioielli della provincia di Trapani. Situata sul Capo Boeo della Sicilia, come un faro che si erge a protezione dell’intera Trinacria, questa città fu costruita laddove, un tempo, sorgevano le antiche civiltà puniche di Lilibeo.

Tanti ma tanti anni fa, le sue acque furono lo scenario delle Guerre Puniche e, ancora oggi, se ne conservano testimonianze quali la Nave Punica custodita nel Museo Regionale Lilibeo.

La storia ci insegna che Marsala ebbe dei ruoli importanti in diverse ere storiche e, credetemi dunque, se vi dico che, nel metter piede su questo fazzoletto di terra, mi sono sentita un po’ come Garibaldi nel lontano 11 maggio 1860. Lui, il giorno del celebre sbarco in Sicilia, era accompagnato da Mille uomini. Io, in questa soleggiata domenica primaverile, ero accompagnata “soltanto” da una Cinquecento… eppure, nella mia testa, il paragone reggeva abbastanza bene da farmi sorridere soddisfatta.

Addentrandomi nel dedalo di stradine che caratterizza il centro storico, ho scoperto che Marsala è una città vivace, pulita, orgogliosa. Il Duomo di San Tommaso di Canterbury è la Chiesa Madre e, come ogni Duomo che si rispetti, sorge nella piazza (detta anche Loggia) centrale. Accanto ad esso si erge il Palazzo VII Aprile il cui nome ricorda il giorno della rivolta antiborbonica che preparò il terreno alla spedizione dei Mille. Oggi esso è la sede del Consiglio Comunale.

Non lontano dalla Cattedrale, laddove un tempo vi era un Monastero Cinquecentesco delle suore Benedettine, sorge il Complesso Monumentale San Pietro e, poco oltre, si possono ammirare i resti delle antiche città puniche.

Tra queste stradine ho girovagato felice per ore, sempre a bordo di una Cinquecento bicolore il cui azzurro del tettuccio mi faceva sentire a un passo (letteralmente) dal cielo. Prima di lasciare il centro storico, ho fatto un’ultima tappa al Palazzo Grignani, la Pinacoteca Comunale. Sono rimasta estasiata da questa nobile casa che custodisce, al suo interno, un giardino pittoresco. Mi è bastato uno sguardo per capire il motivo per cui, proprio tra quelle mura, tantissimi innamorati decidano di celebrare la loro santa unione…

Avevo visto Marsala, avevo toccato con mano la terra in cui era partita la spedizione di Garibaldi, mi ero inebriata dell’odore di una Città dichiarata “Città del Vino” dal 1987… Insomma, in un lampo sentii che, con questa bella disposizione d’animo, ero pronta per dirigermi verso un altro capolavoro.

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Esistono degli attimi, nella vita, che sono in grado di toglierti il respiro. Il battito accelera, il tempo si ferma, la vista si appanna. Stavo guidando lungo la Contrada Spagnola, con il vento che mi scompigliava i capelli ed il sole che mi accecava benevolo, quando girai la testa per guardare quello che stava scorrendo alla mia sinistra. Rimasi senza parole.

Le Saline della Laguna, meglio note come Isole dello Stagnone, rappresentano uno di quei panorami in grado di imprimersi nella memoria e non andarsene più. Elette “Luogo del Cuore” FAI, esse si diramano lungo la “via del Sale”, dinnanzi all’isola di Mozia, e sono caratterizzate da specchi d’acqua divisi da sottili strisce di terra.

Come funghi bianchi e rossi che spuntano su un prato azzurrissimo, i mulini si stagliano in mezzo a questa immensa Laguna ad intervalli irregolari. Ad osservarli da lontano, sembrerebbe che essi siano stati disegnati dalla mano sapiente e colorata di un estroso pittore…

La sesta tappa del mio tour “Sicilia in 500” è stata un susseguirsi di emozioni. Ho salutato Marsala ringraziandola per le ore trascorse insieme, per il profumo di vino che ancora mi porto addosso, per quei mulini pittoreschi che continuo a vedere la sera prima di chiudere gli occhi ed addormentarmi…

[Sponsor partner del progetto: Caronte & Tourist, Marina del Nettuno, Cosimo Muscianisi, Dacci un TaglioVilla Laura, 3G Holding, Residence Kalonerò e Parc Hotels Italia].

Veronica Crocitti

#SiciliaIn500