La Scala dei Turchi è uno degli scorci siciliani che amo di più, uno dei miei luoghi del cuore, una di quelle immagini che, fin dal primo istante, hanno avuto la capacità di imprimersi nella mia mente e renderla quieta e vulnerabile. Vulnerabile al ricordo, vulnerabile alla bellezza, vulnerabile al candore …

Incastonata nel Comune di Realmonte, al confine tra cielo e terra, la Scala dei Turchi è una parete rocciosa che affonda le sue “radici” nell’azzurro intenso del mare agrigentino e, per la quinta tappa del mio tour “Sicilia in 500”, sono certa che non avrei potuto scegliere un posto migliore.

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Per raggiungere la mitica scogliera, a bordo di una Cinquecento blu splendente, ho attraversato l’intera provincia di Agrigento passando per la celebre Valle dei Templi. Ho salutato il Tempio della Concordia che faceva capolino da sopra un piccolo promontorio e le colonne della Villa Aurea che mi osservavano con maestosità, poi mi sono diretta verso Porto Empedocle facendo una piccola deviazione per andare a rendere omaggio alla Casa Natale di Luigi Pirandello e infine, prima di dirigermi verso le spiagge, sono risalita un po’ più a nord per andare a scoprire un borgo davvero unico: Siculiana.

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Con il Castello Chiaramonte e le viuzze tanto strette quanto incantevoli, Siculiana sovrasta le candide spiagge dell’agrigentino e nasconde, al suo interno, tanti piccoli tesori. Il mio tour è iniziato nella Piazza centrale che “ospita” il Santuario del Santissimo Crocifisso. Accanto ad esso si trova l’ampio Belvedere la cui strada conduce fino al Castello, oggi usato per cerimonie ed eventi privati. Uno dei viottoli che di certo non dimenticherò mai è la via Fontanelle, dove si trova il MeTe Museo della Memoria e del Territorio. Si tratta di uno scenario talmente particolare da sembrar quasi finto, con quei dipinti che si stagliano sul verde delle colline e il bianco degli edifici interrotto dal contrastante rosso di asinelli sospesi nelle pareti….

Dopo aver salutato Siculiana sono “scesa” giù, dritta dritta, fino al mare. Percorrendo la Strada Provinciale 75 non potevo far altro che ammirare quello che avevo attorno, un susseguirsi di macchia mediterranea pura ed incontaminata. Mi beavo, tra fichi e girasoli, quando, all’improvviso, dinnanzi a me è finalmente apparso il mare. La spiaggia di Siculiana Marina si è palesata davanti ai miei occhi come un miraggio. La sabbia, bianchissima, faceva da contrasto alle onde blu cobalto e il silenzio del luogo abbracciava la mia anima.

Ho lasciato quello scenario a malincuore, con un po’ di tristezza, nonostante sapessi che “il meglio doveva ancora venire”. Ho fatto una piccola sosta al Molo per scattare qualche fotografia e poi ho guidato, con ritrovato animo leggero, fino alla mitica Scala.

La scogliera sorge a picco sul mare e, per raggiungerla, è necessario fare un tratto di strada a piedi passando per la spiaggia. Ho così abbandonato l’auto, le scarpe e tutto quello che incatenava il mio senso di libertà e mi sono avviata verso di lei con la gioia di una bambina. Più mi avvicinavo, più mi sentivo felice. A guardarla da lontano sembrerebbe che essa sia stata coperta da una fitta coltre di neve ed è come se milioni di fiocchi bianchissimi, nel corso dei secoli, si siano appoggiati sulla sua superficie donandole una forma sinuosa e oscillante. In realtà si tratta di marna, una roccia sedimentaria di natura calcarea e argillosa. Il suo nome, invece, rievoca guerre e battaglie storiche. Essa è difatti chiamata “dei Turchi” proprio perché, in un passato remoto, fu lo scenario di numerose incursioni saracene (a quel tempo i Saraceni venivano identificati con i Turchi).

Se la felicità potesse esser spiegata a parole, potrei semplicemente scrivere questo: camminare, a piedi nudi, su una roccia pura come il latte e respirare, a pieni polmoni, natura, benessere e armonia….

Sono tornata a prendere la Cinquecento con il cuore rinfrancato dalla bellezza della natura. Prima di salutare Agrigento e le sue perle ho fatto l’ultimissima sosta al Belvedere. Sentivo il bisogno di abbracciare con un solo sguardo tutto quello che, poco prima, avevo calpestato con piede e toccato con mano. Ed è stato meraviglioso.

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[Sponsor partner del progetto: Caronte & Tourist, Marina del Nettuno, Cosimo Muscianisi, Dacci un Taglio, Residence Kalonerò, Villa Laura, 3G Holding e Parc Hotels Italia].

Veronica Crocitti

#SiciliaIn500