Colori, sapori, odori. Accoglienza, solarità, calore. Da Nord a Sud, l’Italia eccelle in quelle che vengono definite le “specialità tipiche e caratteristiche della Penisola”. Dal buon vino al buon cibo, dall’odore dei mosti al profumo dei campi coltivati, dai paesaggi innevati a quelli di infinite distese di grano che odorano di autunno e aria pulita. L’Italia è un Paese unico sotto tutti i punti di vista eppure esistono dei luoghi in cui questi valori aggiunti “made in Italy” si percepiscono con ancor più vigore. Più ci si inoltra nel cuore stesso dell’entroterra, più queste sensazioni sembrano avvolgerti con dolce fermezza lasciandoti un senso di benessere e incanto. L’Umbria è uno di questi luoghi ed è anche una di quelle regioni che, come scrisse Philip Moritz, “sembra avere qualcosa di dolce e allo stesso tempo di grandioso e romantico”.

UNA TERRA DA SCOPRIRE. Nella parte più interna dell’Umbria, all’estremo confine con la Toscana, si estende una zona forse poco conosciuta ai più ma che merita, senza se e senza ma, approfondimento, visita e considerazione. Questa landa di terra si appoggia lungo la Val di Chiana e si dirama verso il Parco Regionale del Lago Trasimeno a est e, più a sud, fino alla Riserva naturale del Monte Rufeno. Ne fanno parte piccoli borghi e splendidi comuni che, distanti tra loro una “manciata” di curve e curvoni, si snodano a cavallo tra le due grandi province di Perugia e Terni. Si tratta di veri e propri gioielli incastonati nel cuore vero dell’Umbria che, grazie alle loro bellezze, sono riusciti a scalare la classifica dei “Borghi più belli d’Italia” meritando un posto d’onore anche tra le Bandiere Arancioni e i Percorsi Arcobaleno.

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ITINERARIO ON THE ROAD. Il modo migliore per andare alla scoperta di queste zone è, di certo, quello di “perdersi” on the road tra profumi, colori, arti e antichi saperi. Vi lascio un itinerario che, nel giro tre giorni, vi permetterà di “toccare con mano” le bellezze di questa landa di terra e goderne, al contempo, delle qualità che essa può offrire.

A ridosso del Lago Trasimeno si trovano tre piccoli borghi perugini di estrema bellezza. Si tratta di Paciano, Panicale e Piegaro, ognuno con le proprie caratteristiche, ognuno con la propria storia. Paciano è balzato di recente agli onori della cronaca per un fatto di gossip: è qui, infatti, che si trova la villa del famoso cantante Ed Sheeran. Al di là della nota goliardica, però, Paciano è davvero tutt’altro. Racchiuso tra mura antiche e possenti lungo cui si ergono ancora intatte le torri, esso è uno dei “Borghi più belli d’Italia”. Anche Panicale, a poca distanza, può vantare lo stesso pregio. Si ipotizza che la sua storia sia antichissima e che, in passato, esso abbia avuto un ruolo fondamentale per Perugia. Tra i principali monumenti d’interesse sorge il Teatro Cesare Caporali, anche detto “Teatro del Sole”, tra i più piccoli d’Europa. Il borgo di Piegaro è invece legato all’arte antica del vetro. Il “Museo del Vetro” ne rappresenta infatti la massima espressione e racconta di una cultura vetraria antichissima e famosa, tanto da rappresentare un vero e proprio alter ego di quella di Venezia.

Spostandovi più a sud, troverete altri tre luoghi da incanto: Città della Pieve, Monteleone d’Orvieto e Montegabbione. Incastonato all’interno di una antica cinta muraria, il villaggio fortificato di Città della Pieve è un gioiello che si staglia sopra la Val di Chiana. Essa ha dato i natali al famoso pittore Pietro Vannucci, noto come il Perugino, le cui tracce sono disseminate in tutto il borgo. Tra le opere celebri spiccano l’Adorazione dei Magi e la Deposizione della Croce. Da non perdere la “Rocca” e l’antica Pieve, la chiesa primitiva attorno cui crebbe l’intero villaggio. Anche a Città della Pieve c’è una nota di colore: essa fu il set della fiction “Carabinieri”. Monteleone d’Orvieto e Montegabbione sono due piccoli borghi che si ergono non distanti tra loro. Entrambi sono caratterizzati da stradine e viottoli di pietra, vera delizia per occhi e cuore…

Ancora più a meridione sorgono altri due tra i “Borghi più Belli d’Italia”, ognuno celebre per una tipica arte antica. Si tratta di Allerona e Ficulle, entrambi in provincia di Terni. Situata su una collina da cui è possibile ammirare uno splendido paesaggio, Allerona ha origini antichissime, legate ai tempi degli Etruschi. Nel Medioevo essa divenne un castello feudale e oggi, passeggiando nel dedalo di stradine che la compongono, è ancora facile sentirne la maestosità. La storia di Allerona si intreccia a quella dell’arte del vimini e della sua lavorazione.

Il nome di Ficulle è invece legato ad un’arte ben diversa, anch’essa antichissima, che ha reso questo borgo un vero fiore all’occhiello in tutta la zona: la lavorazione della terracotta. “Figulus” vuol dire infatti “vasaio”. Il luogo più suggestivo di Ficulle è il Castello con la sua rocca. Da lì è possibile passeggiare lungo la cinta muraria esterna, godendo di un paesaggio oltremodo suggestivo.

L’itinerario on the road tra le meraviglie dell’Umbria più vera si conclude con altri due “scorci” sublimi: il Castello di Montegiove e il piccolo borgo di Parrano. Il primo sorge alle pendici del colle Fano, dalle quali è addirittura possibile avvistare Gubbio. Si tratta di un castello realizzato tra la fine dell’800 e gli inizi del 900, in stile neogotico, da cui si erge sovrana una torre ottagonale merlata. All’interno di estende un parco vastissimo che oggi ospita anche un vigneto, giardini di aiuole e un campo di golf.

Parrano è l’ultima tappa, ma solo in ordine di itinerario. Questo borgo merita infatti una visita più che approfondita, sia solo per il piacere che proverete nel camminare in delle stradine senza spazio e senza tempo. Il borgo si estende su due lunghe vie che si diramano dalla piazza centrale ed ha la tipica forma medievale. Sembrerebbe che la storia di Parrano risalga all’epoca del Paleolitico e, tra le sue curiosità, spunta quella delle Tane del Diavolo, ovvero del labirinto di cavità carsiche che si snoda alla base del suo rilievo. Nel passato più recente questo borgo appartenne allo Stato Pontificio e, all’interno del Castello, c’erano delle stanze adibite proprio a questo: ospitavano il Papa quando era di passaggio nella tenuta. Si narra che attraverso passaggi “segreti”, il sommo Pontefice riuscisse a raggiungere velocemente la cappella di San Biagio evitando “occhi indiscreti”.

DOVE DORMIRE. La zona che costeggia l’itinerario on the road che vi ho appena proposto è ricca di luoghi in cui è possibile trovare pace, buon cibo, relax e benessere. Uno di questi è Casa Antheia, che sorge tra il verde di Monteleone d’Orvieto. Si tratta di un posto ameno, le cui parole d’ordine sono amore, dolcezza e accoglienza.

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Casa Antheia è gestita da Cesare e Maria, marito e moglie di origini torinesi, che hanno fatto di questo luogo una vera e propria “Home Sweet Home”. Ho trascorso qui giornate e nottate piacevoli, gustando le prelibatezze di una colazione sempre super fornita e degustando prodotti tipici più unici che rari. Un consiglio? Non perdetevi lo sciroppo di Zafferano, gli olii e le crostate di Maria!

Veronica Crocitti

#InViaggioConVeronica