Esiste un posto, nel cuore del Chiapas, dove si celebrano riti religiosi antichissimi, dove il tempo sembra esser rimasto a quello dell’antica cultura dei Maya, dove la società ruota attorno alle figure degli stregoni santoni e, per ottenere guarigioni, vengono davvero sacrificati gli animali. San Juan Chamula conta quasi 3000 anime e si trova poco a nord della ridente cittadina di San Cristobal de Las Casas. Basta però percorrere quei 10 km che separano le due località per essere catapultati in un’epoca completamente differente. La lingua parlata non è lo spagnolo, bensì un dialetto poco comprensibile, ancora molto vicino all’antico linguaggio Maya. La forma di commercio utilizzata è il baratto, le case sono di fango secco e bambù, le pecore (che danno lana per ripararsi dal freddo) sono quasi considerate sacre.

Il vero fulcro di tutto è la Chiesa locale, dedicata a San Juan Bautista. E’ lì che si celebrano i riti di sincretismo religioso ed è lì che il mistico tende a sfociare nella magia. L’interno sa di tenebroso, forse lugubre. Il pavimento è completamente ricoperto di aghi di pino (simbolo della fertilità della terra) e candele di ogni sorta, mentre ai lati si ergono decine decine di statue di Santi. Ognuna di esse ha uno specchio al collo e tutto l’ambiente è un continuo rimando di ombre e spicchi di luce. Pur appartenendo alla diocesi di San Cristobal de Las Casas, questa Chiesa non ha nulla di cattolico. Non ci sono messe né preti, né vengono celebrati battesimi o matrimoni.

Gli indigeni usano ritrovarsi all’interno di questo spazio quotidianamente. Si riuniscono a gruppetti, tutti seduti a cerchio attorno alla figura sacra dello stregone santone. Le preghiere hanno una cadenza ritmica particolare, una litania ripetuta, una nenia. Il “male” interiore di chi deve essere purificato viene translato, grazie all’intervento dello stregone, alle galline portate all’interno di una busta. Galline o polli che poi vengono sacrificati.

All’interno di questa Chiesa non è possibile fare foto né video, come sei fedeli ci tenessero a mantenere le loro tradizioni al di fuori del mondo esterno. E il mondo esterno, in effetti, poco ha a che fare con San Juan Chamula. Ancora oggi, in questo posto, le malattie vengono curate soltanto con benedizioni e preghiere. I santoni vengono “selezionati” fin da bambini tra quelli che manifestano doti particolari già nei primi anni di crescita. Agli occhi di un occidentale tutto questo potrebbe sembrare irreale, eppure è così. Tutto ancora ruota attorno alle antiche tradizioni e, sebbene il turismo stia iniziando a prendere piede, l’arrivo della modernità è ancora molto ma molto lontano…

Veronica Crocitti