La cucina giapponese, ricca di pesce e verdure, è di certo tra le più leggere e sane dell’intero pianeta. Prima di passare “a setaccio” le pietanze tipiche di questa terra meravigliosa, vogliamo però sfatare alcuni miti. Innanzitutto, udite udite, in Giappone non si mangia solo sushi e sashimi! C’è tanto altro, tra cui anche dolci e primi piatti gustosi e raffinati.

In questo piccolo excursus culinario vi mostreremo tutte le pietanze tipiche.

  • TONKATSU. E’ la cotoletta di maiale impanata e fritta, alta uno o due centimetri, che viene servita già tagliata a pezzettini, di modo da facilitare l’uso delle bacchette. Solitamente è accompagnata da cavolo cappuccio tritato, riso in bianco e zuppa di miso.
  • ZUPPA DI MISO (MISOSHIRU). E’ la tradizionale zuppa giapponese costituita da: dashi (scaglie di tonnetto fermentato), alga kombu e pasta di miso (pasta di soia fermentata). Talvolta vengono anche utilizzate carote, patate e daikon (rapa giapponese).
  • RAMEN. E’ un primo piatto che deriva dalla tradizione cinese, composto da tagliatelle di frumento in brodo di carne o pesce. Spesso viene insaporito con salsa di soia, miso, alghe, cipolla e mais.
  • UDON. Si tratta di una varietà di noodles a base di farina integrale di grano, solitamente serviti in zuppa e brodo caldo.
  • SOBA. Tipico primo piatto, la Soba è costituita da un sottile tipo di pasta di grano saraceno, di forma simile agli spaghetti, servita fredda o calda. Spesso è accompagnata da un brodo bollente fatto con dashi, mirin (salsa dolce composta da riso cotto a vapore e liquore di riso) e salsa di soya.
  • ODEN. E’ un piatto invernale a base di uova, daikon, konnyaku (pianta giapponese prodotta in gelatina) e ganmodoki (tofu fritto a base di verdura).
  • OKONOMIYAKI. E’ una delle specialità più gustose del Giappone, molto simile (nella forma) ad una pizza. La base è composta da un impasto di farina, acqua e cavolo, che viene poi cotta sul momento sopra delle piastre di ferro roventi chiamate “teppan”. E’ un piatto tipico di Osaka e del Kansai.
  • ONIGIRI. Tipico spuntino giapponese, ha la forma triangolare ed è composto principalmente dal riso (su tre lati). Viene farcito con ingredienti a piacere, dal salmone alla prugna. Infine viene rivestito con una foglia di alga secca.
  • SASHIMI. Si tratta delle piccole fette di pesce crudo tagliato con un metodo molto particolare. Viene servito con salsa di soia e rapa daikon tagliata a filamenti. Sfiziosa, anche per la vista, è la classica “barchetta di sashimi”.
  • SUSHI. E’ il classico della cucina giapponese. Si tratta di polpettine di riso cotto, trattato con aceto, sale e zucchero, sulle quali viene poi messa una fettina di pesce crudo. Talvolta viene gustato insieme alla wasabi, la salsa verde che deriva dal ravanello giapponese.
  • TAKOYAKI. Gustose polpettine di polpo cucinate su una particolare piastra a incavi rotondi. Sono uno street food tipico del Giappone, la cui preparazione è particolarissima. Le polpette infatti sono costituite, oltre che dal polpo (tako) da una pastella composta da farina, acqua e dashi.
  • ANMITSU. E’ un tipico dessert a base di fagioli dolci. E’ composto da cubetti di “gelatina” ottenuti dalle alghe rosse, mischiati a succo di frutta e marmellata dolce di fagioli (chiamata “anko”).
  • DANGO. Le dolcissime “palline” a forma di gnocco, ricavate dalla farina di riso, sono un dolce assolutamente da provare. Spesso vengono serviti per strada su degli spiedini composti da tre o quattro palle.
  • YATSUHASHI. Gustosi dolci-souvenires caratteristici di Kyoto (in particolare del Quartiere Higashiyama), il cui nome significa letteralmente “otto ponti”. Sono fatti con un’amalgama di farina di riso glutinoso, zucchero e cannella. Hanno la forma a triangolo e sono spesso venduti nelle varianti “matcha”, “cioccolato”, “nocciola”. Alcuni, dopo esser stati essiccati, vengono riempiti con crema di fagioli (nama yatsuhashi).
  • MOMIJI MANJYU. Tipici dolci a forma di acero, di solito ripieni di marmellata di fagioli, prodotti dell’Isola di Miyajima (vicino Hiroshima).
  • THÈ VERDE. E’ il must della tradizione giapponese, composto da foglie di Camellia sinensis. La cerimonia del Thè rappresenta una dei momenti più sublimi della cultura del Giappone. La variante più conosciuta è quella del Matcha (rubbed tea) in cui le foglie vengono cotte al vapore, asciugate e ridotte in polvere sottilissima. Il Matcha, dal tipico colore verde, viene utilizzato per diverse pietanze (soprattutto dolci) ed è altamente gradito per il suo gusto naturalmente dolciastro.
  • SAKÈ. E’ una bevanda alcolica a base di riso, acqua e spore koji. Solitamente, per il suo colore, viene chiamato “vino rosso”.

Veronica Crocitti

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