La rubrica “Italiani all’Estero”, affezionatissima alla Terra dei Canguri, sbarca in Australia. E’ la giovane Carla Mencio, italiana “emigrata” a Sydney, a parlarci dei problemi lavorativi italiani che, infine, l’hanno condotta ad intraprendere un’avventura dall’altro lato del mondo e…a rimanerci.

img_20160124_193757CARLA MENCIO. Ho da poco compiuto 29 anni e ho una laurea specialistica in Economia e Gestione delle aziende. Penso che il viaggio faccia parte del mio DNA da sempre, basti pensare che sono nata ad Orvieto (perché mio papà è nato e cresciuto in provincia di Viterbo, dove ancora ho tutti i parenti) ma sono cresciuta in Sicilia. Ho conseguito la laurea triennale a Catania, ma per seguire il cuore (ho il fidanzato della provincia di Ferrara) ho scelto di andare a Venezia per ultimare la specialistica! Conclusi gli studi, sono rimasta a vivere in Emilia Romagna con il mio ragazzo fino a che, ad agosto 2015, dopo svariati mesi trascorsi invano a cercare un lavoro dignitoso in Italia, mi faccio coraggio e decido di andare a studiare inglese a Sydney.
Parto ad ottobre 2015 con un’amica e arriviamo piene di paure e speranze. I primi mesi sono stati solo un susseguirsi di scuola, che frequentavamo tutte le mattine dal lunedì al venerdì, e lavoro in hospitality, quasi 6 giorni su 7. Abbiamo però trovato il tempo di fare importanti amicizie con altri ragazzi italiani e i momenti di allegria non sono mai mancati.
A febbraio 2016, concluso il corso di inglese, la mia amica decide di tornare in Italia mentre io resto in Australia, intenzionata a godermi solo uno o al massimo due mesi in più. Il tutto si trasforma in un anno intero!
L’Australia è così: magica, selvaggia, multietnica, lontana, indipendente…. Ti dà tanto ma allo stesso tempo ti toglie tanto. Ho trascorso un anno di working holiday visa e il 29 ottobre parto nuovamente per Sydney con uno student visa per il mio secondo anno in questa meravigliosa terra.
A chi mi chiede cosa mi ha spinto a partire e cosa a rimanere per 12 mesi così lontano da tutto e tutti posso solo dire che questa esperienza mi ha cambiato la vita. Sono sempre stata la “piccola di casa”, la figlia matura che regala consigli a tutti ma che non ha mai il coraggio di fare un passo da sola. L’ Australia ha tirato fuori quella forza che non sapevo di avere, quella capacità di arrangiarmi da sola in tutte le situazioni, quella dote innata di far fronte alle difficoltà senza chiedere aiuto a nessuno.
Non ero mai andata da nessuna parte da sola, non avevo neanche mai comprato un solo vestito se prima non chiedevo un consiglio a mia sorella, non sapevo cosa significasse essere felici e in pace con se stessi.
Questo anno mi ha cambiata in meglio e, anche se le difficoltà non sono mancate, anche se molte persone che credevo amiche si sono rivelate tutt’altro…. Alla fine tutto è servito a rendermi migliore.
Sydney è stato il primo viaggio “overseas” e direi anche “overfear” (ma forse questo termine non esiste!). Da novembre frequenterò un corso di human resources, sempre a Sydney,  e al termine spero di poter trovare un lavoro duraturo e gratificante in Australia, non più in hospitality ma nel ramo economico.  Non posso negare che mi manca molto la mia famiglia, i miei amici, la mia Sicilia, il cibo italiano e soprattutto il bidet… Ma l’Australia è qualcosa di inaspettato, nuovo, stimolante, incoraggiante ma allo stesso tempo distruttivo (nel senso buono del termine) .
Ti rendi conto che ci sono usi e costumi diversi che vanno dal festeggiare il natale in costume davanti ad un barbecue allo “sharare” qualsiasi Cibo al ristorante! Il costo della vita è alto ma è rapportato agli stipendi australiani che sono molto generosi. Per non parlare delle mance… Riuscivo a pagare l’affitto solo con quelle!
Non so cosa mi riserva il futuro, non so se la mia vita è in Italia o dall’altra parte del mondo, so solo che mi godrò ogni istante così come ho imparato a fare in Australia: con la filosofia dell’ easy going!”

Veronica Crocitti

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