Australia. Terra lontana, continente rimasto sconosciuto al mondo fino al VII secolo, mito e leggenda di grandi e piccini, cresciuti con il sogno di un paese di koala e canguri. Dalla capitale Canberra alla popolosissima Sydney, dalle Alpi all’Oceano indiano, la “nuova Oceania” attira ogni anno di più giovani italiani in cerca di lavoro e fortuna.

Serena Rampino, torinese di 25 anni, e Annalisa Fiorini, pisana di 27 anni, ci raccontano la loro esperienza.

Serena Rampino

Serena Rampino

Serena Rampino. Sono partita dall’Italia nel marzo 2014 e sono arrivata in Australia il giorno della Festa delle Donne con l’intenzione di diventare una ragazza “au pair”. Dopo le prime ore nella casa della famiglia ospitante, ho però capito che questo lavoro non faceva per me. Così, da Brisbane, mi sono trasferita a Sydney. Avevo 22 anni, ero laureata in Psicologia e avevo appena rinunciato agli studi della Specialistica in Criminologia. Ero sola ed era la prima volta che prendevo un aereo e facevo un viaggio fuori dall’Europa. Tra alti e bassi, ho iniziato ad avere una stabilità. Sei mesi dopo il mio arrivo a Sydney ho incontrato l’uomo che il prossimo anno diventerà mio marito. Anche lui è italiano. Siamo riusciti a prendere casa e macchina ma in futuro non so ancora cosa faremo. Per quanto Sydney sia una città meravigliosa, con panorami stupendi e opportunità grandiose, rimane comunque una città fredda nell’animo. Fare amicizie vere è difficile poiché si lavora tanto, con orari sempre diversi, e incontrarsi diventa faticoso. Dopo che “esaurisci” la vita da turista, le uniche scelte per passare il weekend sono spiaggia o barbecue. Il lavoro è di certo la cosa più positiva, hai ampia scelta e se vuoi riesci a fare. Io ho iniziato come fioraia, poi sono passata a cameriera in bar, commessa in negozi e adesso lavoro per un servizio di trasporti e organizzazione Day Tour per un’agenzia per turisti. Sydney è una città cara da diversi punti di vista, ma nulla di più del centro di Roma, Milano o Torino. Una cosa che mi ha deluso? Una volta ho comprato al Coles una pizza all’hawaiana e… solo dopo ho scoperto che era con l’ananas!

Annalisa Fiorini

Annalisa e Filippo in spiaggia, Byron Bay, New South Wales

Annalisa Fiorini. Sono arrivata in Australia 6 mesi fa con un Working Holiday Visa (visto vacanza-lavoro). I primi 4 mesi li ho passati in Gold Coast, stato del Queensland, e adesso mi trovo a Woolgoolga, nello stato del New South Wales per lavorare 3 mesi in una farm (fattoria) per ottenere il secondo anno di visto. Ormai da anni sentivo il bisogno di viaggiare, incontrare nuove culture, nuove storie, scambiare racconti con persone diverse, intraprendere un viaggio lontano da casa, da tutto ciò che ti rende sicuro, stabile, intraprendere un cammino che ti porterà sicuramente a cambiare, ti arricchirà e resterà sempre dentro di te! La mia prima esperienza all’estero è stata a Londra, città che ho amato e odiato allo stesso tempo, che mi ha fatto capire di non essere una persona adatta a vivere in città, con un clima che poco si adatta al mio temperamento. Così tornata in Italia, dopo 2 anni passati a raccogliere coraggio, ho deciso di partire con il mio ragazzo, Filippo. L’ Australia è indubbiamente un Paese spettacolare, la natura sembra ancora immacolata, non distrutta dall’uomo e il sole splende così forte da rendere felici anche le giornate più tristi. Lavorando in hospitality (bar, ristoranti) puoi vivere una vita più che dignitosa, viziandoti anche un po’. La cosa che mi ha colpito di più è stata la gentilezza delle persone: tutti ti salutano e ti chiedono ‘come stai’ anche se non ti hanno mai vista. Hanno uno stile rilassato, vivono una vita semplice e a contatto con la natura, bevono vino e fanno barbecue all’aperto. Cosa mi manca di più dell’Italia? La famiglia, alla quale penso ogni giorno. Va beh, anche il cibo, la nostra fantastica e ricca cucina mediterranea, con quei sapori forti e intensi accompagnati da un buon vino rosso. Ma nel complesso posso dire fiera: Enjoy Australia!

Veronica Crocitti