Dopo avervi ampiamente parlato di “Arte, Musei e Cultura” e “Cibo & Salute” (con un netto vantaggio dell’Italia su tutti i fronti), adesso andremo a scandagliare per bene il mondo dei trasporti.

Washington è una città americana e, come la maggior parte di esse, presenta una mappatura di una facilità impressionante. La suddivisione delle strade è affidata ad un sistema di lettere e numeri che fa sì che sia quasi impossibile perdersi.

Le vie, piuttosto che possedere ognuna un nome e cognome proprio e difficile da ricordare, sono identificate così: da Est ad Ovest, esse procedono per numeri (la Prima, la Seconda, la Terza..) mentre, da Nord a Sud , procedono per lettere in ordine alfabetico (la A, la B, la C, e via dicendo).

Giusto per darvi l’idea di quanto siano pragmatici gli americani… ma come ci si muove in una città così geograficamente mappata?

I mezzi di trasporto principali sono tre: autobus, metropolitana e taxi.

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New York

Gli autobus sono efficienti, non perfetti (bisogna ammetterlo), ma per una giovane italiana (messinese!) come me, il semplice fatto che essi esistano e passino con una certa regolarità rappresenta già di per sé un miracolo, un evento a cui solitamente non sono abituata.

A livello di pagamento dei mezzi pubblici, poi, in America è impossibile sgarrare, viaggiare “a gratis” o far semplicemente finta di aver dimenticato di timbrare il biglietto. Innanzitutto perché i ticket non esistono: o si paga cash oppure si acquista una scheda ricaricabile.

Le uniche porte del bus che vengono aperte per salire, infatti, sono quelle accanto al conducente, e la macchinetta per vidimare/passare la carta è ad un centimetro dal suo braccio. Insomma, o paghi o paghi. Mi rendo conto che molti potrebbero sentirsi a disagio nel prendere un mezzo e sborsare ben 1.60 $ a tratta ma, ahimè, qui funziona proprio così.

Ma, ahimé, esistono anche delle pecche. La prima è che dopo un certo orario è difficile trovare autobus. La sera, ad esempio, il servizio è limitato e l’unico modo per spostarsi durante la notte è il taxi.

La metropolitana? Beh, quella Washingtoniana è davvero di lusso. Bella, comoda, svizzeramente puntuale, scarrozza la gente da un lato all’altro della città con una velocità da record. Ovviamente ad un costo elevato (si paga in base alla tratta, ossia: tratta più lunga, prezzo più alto) e poi il servizio è assente durante la notte.

Ciò vuol dire che, dopo un certo orario, non rimane che affidarsi ai taxi.

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Chi di voi non è mai rimasto affascinato dal numero di volte in cui, nei film americani, gli attori chiamano “taaaaaxi”? Personalmente, sempre. E, ad essere spudoratamente onesta, mi sono anche sempre chiesta quanto guadagnassero i protagonisti per poterselo permettere  anche per spostamenti di 10 metri.

Ebbene, da quando vivo a Washington ho trovato risposta a tutte le mie domande.

Innanzitutto, in America, non esiste quella ‘strana perversione’ per cui se chiedi ad un tassista di portarti da un punto A ad uno B (e seguire una linea retta), egli debba necessariamente farti passare da C, D, E e F di modo da aumentare il prezzo della corsa.

Qui l’utilizzo del taxi è comodo ed economico. Talvolta, calcolando le tariffe, si arriva a spendere meno rispetto alla metro (addirittura!).

Quella del taxi è una cultura vera e propria. I tassisti girano per la città giorno e notte, instancabilmente. Sanno di essere utili e sanno che, non appena scenderà un cliente, ve ne sarà già un altro pronto a prendere il suo posto. A loro non interessa gioire perché qualcuno sale, e quindi costringerlo ad un tour infinito e non richiesto della città. Giocano sui grandi numeri, non su tariffe tarocche, e regalano quella percezione di ‘sentirsi importante’ che talvolta non guasta.

E allora? Taaaaaaxi!

Veronica Crocitti