Una roccia che si staglia, unica e solitaria, sulle pianure aride. Sulla cima, una fortezza medievale. Questo è il sito archeologico di Sigiriya, uno dei più conservati del mondo e soprattutto indubbiamente tra i più straordinari. Attrattiva imperdibile dello Sri Lanka, The Lion Rock’s sorge nella zona settentrionale del paese, bruciata dalla siccità durante la stagione secca, che in questa regione va da maggio a ottobre. Il villaggio è composto da una strada polverosa, qualche Gest House e un paio di dimesse botteghe, alcune delle quali con angolo cottura annesso. A causa delle poche possibilità di ristorazione, la maggior parte dei viaggiatori sceglie di consumare i pasti nelle pensioni, preparati direttamente dalla padrona di casa dove, se vi va bene, potrete comunque gustare delle ottime varietà di riso al curry.

Sigiriya

Rocca di Sigiriya

Le distrazioni principali che incontrerete camminando per la strada statale (unica vera strada del villaggio) sono costituite da branchi di scimmie o qualche elefante al bagno, ben strigliato dal ragazzino a cui è affidato dopo una lunga giornata di lavoro passata a scarrozzare in giro turisti decisamente poco animalisti. Inutile dire che dopo il tramonto, che vi consigliamo di trascorrere appollaiati su alcune delle pietre nere che disseminano i bordi della strada principale e che guardano la Rocca, per godere dei magnifici colori di cui si tinge la roccia color ocra, non resta altro da fare se non ritirarvi nella vostra Guest House.

Se il poco sviluppo del paese può trasmettere un’immagine a prima vista desolante, è anche una garanzia che permette di mantenere intatto il fascino, particolarissimo, del luogo. A farvi compagnia, oltre la foresta bruciata dal sole – e le scimmie – ci sarà sempre la grande Rocca di 370m, visibile da ogni parte, che domina, indiscussa, sulla pianura circostante. Se questo può sembrare poca cosa, basta giungere sul posto per scoprire che non lo è affatto.

VISITA DEL SITO. Le guide, generalmente, segnano come tempo necessario per la visita del sito 2-3 ore, ma vi consigliamo di iniziare la visita di buon mattino e di prendervela comoda, di passeggiare con calma nella prima fascia di giardini che incontrerete subito dopo l’ingresso, oltrepassando il secondo fossato, i giardini d’acqua, di bivaccare tra le rovine dei giardini di pietra, girovagando intorno senza fretta, per poi lanciarvi ad affrontare la salita, ripida, fatta di centinaia di gradini scavati direttamente nella nuda roccia, dove sarete obbligati, stavolta, a fare con calma, visto che il numero elevato di visitatori non consente di procedere spediti nella visita.

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Dopo le prime rampe di gradini in pietra, la seconda parte della salita è composta da traballanti scale di metallo fissate direttamente alla nuda roccia. Vista l’altezza e l’apparente instabilità della struttura, percorrerla non sarà semplice se soffrite di vertigini. Ogni disagio è ripagato, però, a nostro avviso, dalla conquista del corridoio che dietro il Muro di Cera porta alle celebri Fanciulle di Sigiriya. Si tratta di una serie di affreschi risalenti al V secolo, perfettamente conservati, che ritraggono stupendamente, donne formose adorne di frutta e fiori.

Superate le Fanciulle si conquista un largo spiazzo dove ci si può riposare un po’ prima dell’ultima scalata. Qui infatti, intagliata nella roccia e stretta fra due immense zampe di leone scolpite a loro volta nella roccia stessa, si inerpica l’ultima scalinata che porta alla sommità della Rocca di Sigiriya, là dove nel medioevo svettava il palazzo reale. Qui dovete fare attenzione innanzi tutto ai gradini: molto più ripidi dei precedenti, quindi se soffrite di vertigini pensate bene se provare a scalarli o se preferite accontentarvi della postazione guadagnata. Inoltre, cercate di evitare grida e richiami ad alta voce: aggrappata alle pareti più alte della roccia, infatti, spicca la massa nera e minacciosa di enormi alveari.

Una volta arrivati sulla cima, battuta dal sole e dal vento, prendetevi tutto il tempo per godere del posto straordinario che avete guadagnato. Del palazzo in sé, restano solo le fondamenta e una miriade di fontane e piscine. Sedetevi su una delle mura superstiti e godetevi il panorama, che domina la pianura circostante, fino a perdersi nella massa azzurrina dei monti in lontananza.

A fine escursione, vi consigliamo di tornare verso il tramonto nel parco che circonda il sito archeologico snodandosi intorno al primo fossato, dopo l’orario di chiusura, quando i pullman portano via i turisti e si può passeggiare nella calma di un luogo senza tempo in compagnia di uccelli rari e branchi di vivaci bertucce, talmente numerosi da farvi sentire, spesso, gli unici bipedi rimasti sulla terra.

CONSIGLI. Fornitevi di acqua e di qualsiasi altra cosa pensiate possa servire prima dell’ingresso del sito. Al contrario di quanto si vede in Europa, fino allo scorso anno non esistevano all’interno punti di ristorazione o chioschi di bevande. Indossate rigorosamente comode scarpe da trekking.

Eleonora Corace