La storia di Bucarest, capitale della Romania e già capitale della Dacia, ha radici antiche. Probabilmente la sua fama è più legata alle leggende che avvolgono la figura del sanguinario Vlad III, l’Impalatore Conte Dracula, che allontonò gli ottomani confermando Bucarest quale fulcro della cultura cristiana dell’Europa Orientale. Più di recente, essa ha comunque vissuto anni bui sotto la dittatura comunista di Ceaușescu, anni che le hanno letteralmente cambiato il volto. Il regime e la sua caduta, insieme al terremoto del 1977, hanno difatti contribuito alla sua trasformazione e le hanno valso il nome di “Le petit Paris”.

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COME ARRIVARE. Il modo più comodo e veloce per raggiungere Bucarest dall’Italia è l’aereo. Nella cittadina di Otopeni, a 18 km a Nord di Bucarest, si trova l’aeroporto internazionale Henri Coanda (Otopeni), che serve la capitale rumena collegandola alle maggiori città europee, mediante anche diverse compagnie low-cost. L’aeroporto è collegato con il centro della città attraverso autobus (express 783-780) o treno (Henri Coanda Expres). Anche il taxi è da prendere in considerazione come alternativa sufficientemente economica (accertandosi di usare solo mezzi convenzionati con tariffa 1.39 lei/km). Bucarest è comunque raggiungibile da tutta Europa (e da Istanbul) attraverso treni diretti giornalieri che giungono nelle due principali stazioni della città.

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COSA VEDERE. Busarest si sta scrollando di dosso le ceneri del suo passato comunista e sta diventando a pieno titolo una delle capitali europee più energiche e creative. Il Centrul Civic è stato sventrato per fare posto ai grandi Boulevard alberati che, per desiderio di Ceaușescu, dovevano ricreare l’atmosfera francese degli Champs-Élysées. L’arco di Trionfo, ispirato a quello parigino, fu realizzato nel 1935 in onore dei caduti durante la prima guerra mondiale. Il Palazzo del Parlamento (Casa Popolurui) è l’edificio governativo più grande del mondo (330mq), dopo il Pentagono, voluto da Ceaușescu e terminato dopo al sua morte, incarna lo stile del classicismo socialista. Può essere visitato e alcune sale possono essere affittate per feste private.

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Casa Popolurui – Palazzo del Parlamento

Per vivere l’atmosfera del centro storico è consigliabile seguire uno dei walking tour gratuiti (raduno Piața Unirii), offerti da associazioni studentesche, che in un paio di ore permettono di scoprire il cuore della città vecchia (quartiere Lipscani) e come si è trasformata prima e dopo la dittatura. Un groviglio di stradine lastricate sulle quali si affacciano palazzi, musei, teatri, anch’essi groviglio di stili (liberty, neoclassico, barocco e bizzantino). Una delle perle del quartiere è la più antica chiesa ortodossa del Paese (Biserica Stavropoleos), affiancata dal suo chiostro e un piccolo cimitero. A pochi passi si trovano le rovine dell’edificio che fu dimora di Vlad III di Valacchia (La Curtea Veche) e che oggi ne ospita un busto in bronzo.

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La Curtea Veche

Uno dei simboli della città di Bucharest è l’ultimo caravanserraglio europeo (Hanul nui Manuc), oggi ristorante e spazio espositivo, risalente agli inizi del XIX secolo; si racconta essere stato costruito da una spia armena, che aveva trovato una iniziale e apparente fortuna in Romania. Sulla scalinata di ingresso del Museo di Storia Nazionale è installato un bronzo raffigurante l’Imperatore Traiano che descrive simbolicamente la genesi del popolo rumeno dalla fusione tra Antichi Romani e Daci. Il centro geografico della città è Piaţa Sfântul Gheorghe, con l’omonima chiesa, corrisponde al “km 0” della Romania. Davanti al Teatro Nazionale, alle spalle dell’Università, è possibile ammirare il monumento al circo, istituito per recuperare i bambini poveri che vivono nelle fogne e sniffano colla, l’altra faccia nascosta di Bucarest.

Federica Albanese

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Università di Bucarest